Marzo promette di essere un mese da non perdere per tutti gli amanti delle proteste spettacolari, grazie a un mix eclettico di vertenze che spaziano dagli eterni problemi salariali alla parità di genere, dalla precarietà alla tanto celebrata sicurezza sul lavoro. Insomma, una rappresentazione plastica di come tutto possa incrociarsi e generare disagi, soprattutto per chi ha la sfortuna di dipendere da servizi pubblici. Ma andiamo con ordine, date e dettagli.
Lo sciopero generale del 9 marzo: il grande affare senza trasporti
La punta di diamante di marzo sarà lo spettacolare sciopero generale nazionale del 9 marzo, che annuncia un coinvolgimento quasi universale di settori pubblici e privati. Sì, quasi tutti, perché i trasporti? Oh, quelli non si toccano. La Commissione di garanzia, come buona madre premurosa, precisa che il comparto è stato discretamente escluso, così i pendolari potranno gioire (o disperarsi) per l’equilibrio perfetto tra protesta e regolare funzionamento almeno in questo settore.
Per la scuola, invece, busto chiuso: docente e personale non docente saranno in sciopero per tutta la giornata, con il prevedibile effetto di campeggi di porte chiuse in molte istituzioni scolastiche. Nel frattempo, anche nell’amatissimo settore sanitario si prospettano disagi, nonostante la solita rassicurazione sulla garanzia dei servizi essenziali. Gli infermieri, operatori socio-sanitari, ostetriche, personale riabilitativo e veterinari si fanno sentire, anche se non mancheranno le attenuanti di turno.
Se neanche questa pletora di proteste vi sembra abbastanza, il lunedì 9 marzo si terrà pure uno sciopero specifico proclamato dalla Flc Cgil, perfettamente sintonizzato con la Giornata Internazionale dei diritti delle donne. Anche qui, niente mezze misure: una giornata intera di astensione dal lavoro nei comparti scuola, università, ricerca, formazione professionale e non statale. Inevitabilmente, i temi caldi sono quelli usuali, intrecciati in una trama che pare sempre la stessa, ma non passa mai di moda.
Flc Cgil afferma:
“Intendiamo riaffermare i diritti delle donne, a partire dall’autodeterminazione e dalla parità di genere, in un contesto che vede la recrudescenza di una cultura maschilista, misogina e patriarcale.”
Nell’elenco delle vittime sacrificali ci sono ovviamente il gender pay gap (ma va!), la precarietà, il lavoro di cura che finisce sempre sulle spalle – indovinate un po’? – delle donne. E non manca la vena polemica verso un governo accusato di “deriva autoritaria” per il suo tentativo, secondo il sindacato, di rivoluzionare le norme sulla violenza sessuale, sostituendo il “consenso libero e attuale” con un discutibile principio di “dissenso”. Per finire, la solita invettiva sull’assenza di un’educazione sessuale affettiva rigorosamente strutturata nelle scuole, nonostante la crescita documentata della violenza tra giovanissimi.
Lo sciopero, aggiunge la categoria, non è una mera parentesi organica all’8 e 9 marzo, ma deve diventare una “daily routine”, una lotta permanente e tangibile sia nei posti di lavoro che nella società. Geniale, vero?
13 e 16 marzo: piccoli assaggi di caos
Non è finita qui, perché il 13 marzo gli impiegati di Arriva Udine decideranno di prendersi una pausa dalle 9 alle 12 e poi riprenderanno la loro protesta dalle 15 fino a fine servizio. E se pensate che tutto ciò riguardi solo una parte d’Italia, vi sbagliate di grosso.
Il 16 marzo sarà una giornata particolarmente cara ai nostri amici siciliani. A Catania, Etna Trasporti, Autoservizi Russo, Segesta Autolinee e Interbus giocheranno a chi fa gli orari di sciopero più articolati, complicando la vita di chiunque dovesse muoversi da un punto all’altro dell’isola. Nel frattempo, in Abruzzo, gli autonomi lavoratori della Tua daranno il loro contributo con uno sciopero di 24 ore, naturalmente rispettando le fastidiose fasce di garanzia che impediscono il collasso totale del trasporto pubblico locale.
18 marzo: la giornata dell’aereo che non parte
Non poteva mancare la parentesi aerea, quella che fa sempre più clamore. Il 18 marzo il personale di Ita Airways e EasyJet sciopererà dalle 13 alle 17, e non sono soli: anche i lavoratori di Alha a Milano e Varese, GDA Handling a Brescia, e di Airport Handling e Dnata nelle due città lombarde decideranno di imitare il loro esempio. Risultato? Ritardi, cancellazioni e riprogrammazioni a gogò, mentre i passeggeri si esercitano nel nuovo sport nazionale: la pazienza.
27 e 28 marzo: la chiusura in grande stile
Marzo chiuderà con un finale davvero col botto nel settore del trasporto pubblico locale: venerdì 27 e sabato 28 saranno giorni memorabili per chi ama osservare la protesta in azione.
Il 27 marzo avremo il personale del gruppo Atm Milano che si fermerà per un generoso sciopero di 24 ore, accompagnato da quello della Eav Napoli che arricchirà la giornata con quattro ore di allegria (dalle 19 alle 23), senza dimenticare il personale della Sun Novara anch’esso in sciopero per quattro ore (tra le 17:30 e le 21:30).
Il giorno successivo toccherà alla Amtab Bari (quattro ore a partire dalle 20) e al personale della Mtm Molfetta (quattro ore dalle 8:30 alle 12:30), che continueranno con stile questa saga di disturbi al trasporto pubblico.



