I nuovi quasi poveri: ecco il pacchetto magico che tutti dovrebbero votare senza pensarci due volte

I nuovi quasi poveri: ecco il pacchetto magico che tutti dovrebbero votare senza pensarci due volte

Oggi il grande tema del giorno è il nuovo circo di provvedimenti sulla sicurezza varati dal governo: un decreto che entra in vigore immediatamente e un disegno di legge che si trascina con tempi più lunghi di approvazione. Ovviamente, la politica se ne è impossessata da giorni, spargendo propaganda a piene mani come se non ci fosse un domani. Ma, miei cari, vi confesso una cosa: a me viene quasi da distogliere lo sguardo e fissare altrove, precisamente sui dati sulla povertà nel nostro bel Paese. Quelli sì che avrebbero bisogno di un intervento istantaneo, ma stranamente latitano dal dibattito ufficiale.

Che strano, vero? Un governo che si esibisce in uno spettacolo di repressione mentre dietro le quinte la vera emergenza, quella sociale, fa da comparsa invisibile. Ma tranquilli, non è come se milioni di persone in difficoltà stessero aspettando risposte concrete. Invece no, meglio dedicare energie a promesse roboanti e annunci ad effetto sui temuti “furbetti della sicurezza”.

Nel mentre, la povertà serpeggia e si consolida, perché sembra decisamente più facile censire veicoli e cittadini che contare quanti italiani vivono sotto la soglia della sopravvivenza. Ma non è un dettaglio, è il cuore pulsante di una crisi che il governo sembra non vedere, o forse proprio ignora, preferendo la fotografia sfocata di una sicurezza fatta solo di manganelli e telecamere.

Un decreto lampo, ma per la povertà niente scatti d’orgoglio

Il decreto sulla sicurezza va avanti alla velocità della luce, come se la sicurezza fosse una priorità assoluta e urgente, quasi una questione di vita o di morte. Nel frattempo, la povertà, che pure morde milioni di famiglie e condanna intere generazioni a un’esistenza grama, resta parcheggiata in una coda infinita di “priorità differite”. Nulla di scandalo, no? È solo ironia, ovviamente.

Se avete sperato in un intervento drastico per il sociale, preparatevi a rimanere delusi. I tempi della politica, si sa, sono biblici e gli interessi spiccioli hanno sempre la precedenza su quelli veri e urgenti. Nel frattempo, il messaggio è chiaro: la sicurezza contro i cittadini poveri va garantita, mentre i cittadini poveri contro la povertà possono aspettare a braccia conserte.

Quando si tratta di spendere sussidi, fondi sociali o progettare interventi strutturali, il governo dimostra un’inspiegabile timidezza. Ma alzare il tono sulla “sicurezza”? Facile e subito applaudito dai media in cerca di headline. Ironia della sorte: a volte più si sbandiera la sicurezza e più cresce il senso di insicurezza tra chi sta male davvero.

Propaganda ben oliata e silenzi ben calibrati

Da giorni assistiamo a una bella recita di facce preoccupate, dichiarazioni fiammeggianti e dibattiti infuocati in aula. Il tutto condito da controlli, promesse di telecamere ovunque e magari anche qualche soldato in più per strada. Insomma, il classico show politico che non mira a risolvere, ma a mettere il pubblico agli arresti.

Lascio a voi il compito di guardare quanto poco si spende davvero su politiche sociali, quante risorse personali si disperdono in una guerra contro il nemico immaginario e quanto poco invece finisca in programmi efficaci contro la povertà reale. Il cittadino medio vorrebbe sentir parlare di aiuti concreti, di servizi veri, di sostegno, ma pare che questo sia un film per un pubblico diverso. Molto diverso.