Martedì 23 giugno, i grandi capi del Parlamento Europeo si appresteranno a fare la visita di cortesia a Catherine Connolly, presidente dell’Irlanda, insieme al tanto celebrato Taoiseach Micheál Martin e ai suoi ottimi ministri. Non mancheranno incontri con gli stimatissimi membri delle Houses of the Oireachtas, inclusi il Ceann Comhairle e il Cathaoirleach, cioè i presidenti delle due camere del Parlamento irlandese, così da mantenere un’aria di assoluta formalità.
Ovviamente, il tema focale dei loro incontri sarà il programma scintillante dell’imminente presidenza irlandese – un’occasione d’oro per parlare di competitività (cosa che entusiasma tutti), la famigerata roadmap “One Europe, One Market”, il nuovo bilancio pluriennale dell’UE e, last but not least, i soliti valori sacri e la sicurezza tutta da rafforzare. Sorvoliamo sul fatto che queste chiacchierate vanno avanti con la puntualità di un orologio svizzero, anche se finora il mondo sembra più impegnato a ignorare che a fare.
Come da rito, il 1° luglio l’Irlanda entrerà a gamba tesa nel ruolo di presidenza del Consiglio dell’Unione Europea, quel palcoscenico dove si gioca la partita importante della guida politica continentale. E qui entra in scena la leggendaria Conferenza dei Presidenti del Parlamento Europeo – quella congrega di cervelloni composta dalla presidente Roberta Metsola e i capi dei gruppi politici, che si spostano in Irlanda solo per farsi belli e preparare il terreno, manco dovessero gestire il destino del mondo.
Roberta Metsola ha infatti dichiarato, con quel misto di pacatezza e convinzione tipico di chi non vede l’ora di salire sul palco:
“L’Irlanda assume la Presidenza del Consiglio in un momento cruciale per l’Europa. Insieme, Consiglio e Parlamento possono trasformare le ambizioni in azioni concrete – garantendo competitività, rafforzando la sicurezza e costruendo un bilancio a lungo termine adatto a una nuova era, tutto senza tradire i valori che definiscono la nostra Unione. Con questa visita intendiamo partire col piede giusto fin dal primo giorno.”
Dopo il duro lavoro di rappresentanza, la signora Metsola e il Taoiseach Micheál Martin faranno la gioia dei giornalisti alle 18:10 IST, con una conferenza stampa trasmessa in diretta da chissà quante piattaforme, così per non farci mancare nulla. I cronisti, con tutta la loro voglia di partecipare alla festa, dovranno passare per un’attenta procedura di accredito presso la piattaforma della presidenza irlandese – perché si sa, niente è più serio della burocrazia.
Inutile dire che l’Irlanda manterrà questo fatidico incarico di presidenza a rotazione del Consiglio dal luglio al dicembre 2026, prima di passare il testimone alla sempre more “entusiasmante” Lituania nel gennaio 2027.
La mitica Conferenza dei Presidenti, ovvero chi comanda davvero
Se vi stavate chiedendo chi sia la vera mente dietro il sipario dell’Europarlamento, eccovi serviti: la Conferenza dei Presidenti, quel club esclusivo che organizza i lavori del Parlamento con la serietà di chi gestisce l’economia globale, ma soprattutto coordina tutto con l’eleganza di un ballo di gala. Composta dalla stessa Roberta Metsola, dai leader dei gruppi politici e da un rappresentante senza diritto di voto dei deputati non allineati, questa confraternita è il palcoscenico dove si accordano i grandi destini continentali.
Ogni volta che un Paese si prepara a prendere il timone – come ora fa l’Irlanda – questi signori e signore si spostano lì per concludere i discorsi preliminari, così da dimostrare unità d’intenti e di facciata. Perché è importante che tutti sappiano quali priorità si deve fingere di condividere e su quali fronti si deve agire furbescamente insieme.
Insomma, mentre l’Europa sembra camminare su una corda tesa tra ambizioni altisonanti e azioni vagamente timide, la macchina istituzionale gira e rigira, affaccendata a far sapere a tutti che, almeno a parole, l’Unione è unita e pronta a conquistare il futuro. Nel frattempo, i cittadini europei possono sempre sognare.



