Naturalmente, la precauzione non è mai troppa: altra persona del suo equipaggio di sventura sottoposta ai test al Sacco, isolata nello stesso algoritmo di ansia collettiva, ma anche lei con esito negativo. Una festa del negativo tutta italiana, da prenderci il vizio.
Non si ferma la parata dei tamponi in auge. Una turista approdata a Messina il 30 aprile, fresca fresca da un weekend a Buenos Aires in una zona che, per aggiungere pepe alla trama, è uno standby endemico per il medesimo virus. Anche lei, portata agli onori negativi dei referti.
Il siparietto si arricchisce con un giovanissimo 25enne calabrese, rinchiuso per qualche giorno nel caloroso abbraccio della quarantena. Anche lui, amante dei viaggi aerei con tappa contagiati, si è guadagnato un bel test negativo come souvenir.
La paziente di Firenze continua nel glorioso cammino dell’osservazione, prevista fino all’8 giugno, probabilmente l’unico appuntamento serio e ancora in sospeso.
Per chiudere in bellezza, un uomo rinchiuso nell’isolamento veneto ha potuto brillare coi suoi test negativi, mentre il mondo intorno tenta di ignorare qualche incongruenza di troppo in questa favola che scotta più di una tazza di tè.



