Haaland spaccia soldi per cultura comprando il libro più caro di Norvegia e lo parcheggia nella biblioteca di Bryne

Haaland spaccia soldi per cultura comprando il libro più caro di Norvegia e lo parcheggia nella biblioteca di Bryne

La stella del calcio norvegese Erling Haaland, 25 anni, ha deciso di fare la sua mossa più audace fuori dal campo: ha acquistato il libro più costoso della storia della Norvegia. In compagnia del padre Alf-Inge, a dicembre si è portato a casa una preziosissima edizione del 1594 delle “Saghe dei Re” di Snorri Sturluson per la modica cifra di 1,3 milioni di corone norvegesi, ovvero 134.000 dollari. Tutto questo per cosa? Per non leggerlo, ovviamente.

Perché si sa che Haaland “non è mai stato un grande lettore”, come candidamente confessato in una dichiarazione rilasciata dal suo stesso comune di residenza, a riprova del fatto che non tutti i miti dello sport condividono l’amore per la carta stampata.

Ma attenzione, infatti il nostro eroe non si è limitato a comprarsi un cimelio da esibire come una medaglia al valore: ha deciso anche di donare il libro alla biblioteca della città di Bryne, dov’è cresciuto, immaginando un futuro culturale per la sua terra che va ben oltre il calcio. Ovviamente, a una condizione.

Haaland vuole, né più né meno, che il libro “sia sempre mostrato aperto, così che chiunque possa leggere le storie di chi proviene da Bryne e dalla regione di Jæren”. Una richiesta così originale che risveglia un senso proibizionista da museo, ma lo scopo è chiaro: celebrare le radici e farsi un po’ di pubblicità culturale.

Passione per la lettura? Solo se ti riconosci

Se pensate che Haaland sia improvvisamente diventato un intellettuale, vi sbagliate di grosso. Ha infatti aggiunto con la schiettezza che lo contraddistingue che è più facile emozionarsi leggendo chi è simile a noi. Dunque, non la lettura in sé, ma la familiarità con la storia personale che fa la differenza. Che originalità!

Così ha spiegato: “Sto vivendo il mio sogno, ma purtroppo è un privilegio riservato a pochi”. Un’affermazione così triste da sembrare una dichiarazione di filosofia esistenziale, quando invece è solo l’ammissione che il calcio è un gioco di fortunati. Poi, con la solita magnanimità, aggiunge che ha visto come i libri permettano a tante persone di sognare e – udite udite – di realizzare i propri sogni. Chissà se lo ha scoperto aprendo questo volume o semplicemente guardando fuori dal campo.

Il libro, dunque, sarà il cuore pulsante di un concorso di lettura nelle scuole del Comune nel prossimo anno scolastico. Perché niente motiva di più i ragazzi che gareggiare per vincere la visita allo stadio Ullevaal di Oslo e vedere giocare il nostro eroe nazionale, per di più nella maglia della nazionale norvegese. Una mossa brillante: dal 1594 ai selfie con Haaland, che dire, evoluzione culturale in salsa moderna.

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