Guerra Ucraina Russia, il bollettino giornaliero che non smette di sorprendere il mondo

Guerra Ucraina Russia, il bollettino giornaliero che non smette di sorprendere il mondo

Per una settimana, un’improvvisa e generosa pausa nelle ostilità su Kiev e dintorni. Nessun bombardamento, nessun missile, tutto in nome di un inverno spietato che promette temperature da lasciare i brividi persino a un orso polare: fino a 30 gradi sotto zero. Niente paura però, perché Donald Trump, l’uomo che sa sempre come fare la pace, ha calmato tutti annunciando di aver strappato un “sì” niente meno che a Vladimir Putin. Sì, avete capito bene: la Guerra Fredda diventa quasi… freddissima, e per qualche giorno l’idea è di lasciar riposare il campo di battaglia.

Donald Trump dalla sua luminosa postazione alla Casa Bianca ci tiene a specificare che questa tregua non è frutto del caso, ma di una sua precisa e personale richiesta al caro amico del Cremlino: «Lui ha accettato, e devo dire, è stato molto carino». Probabilmente l’unica cosa gentile fatta da un leader mondiale in questo secolo, nonostante non si sappia ancora bene chi abbia regalato l’aperitivo a chi. Ma, occhio, nessuna conferma ufficiale arriva da Mosca, perché si sa, quando si tratta di qualcosa di serio, ai russi piace fare gli enigmatici.

Nel frattempo, Volodymyr Zelensky – che non perde tempo a costruire il proprio personalissimo melodramma su X (ex Twitter, perché reinventarsi è sempre di moda) – si dice colpito da questa “dichiarazione importante”. Inutile dire che ringrazia il buon Trump con affetto sfrenato, e ricorda all’umanità tutta che «l’approvvigionamento energetico è fondamentale per la vita». Eh sì, verissimo: niente luce, niente calore, niente guerra. Una geniale equazione che speriamo si risolva in un lieto fine e, se non altro, in qualche grado in più sul termometro.

La Tregua del Gelo: Un Sogno o un Miraggio?

Quindi, cari lettori, preparatevi a una settimana di silenzio, se così possiamo chiamarla, in un campo di battaglia che bisogna confessare avere un nuovo e temibile competitor: il freddo che congela sia i corpi sia, forse, le intenzioni bellicose. Questa novella “tregua” ha tutta l’aria di essere una delle tante trovate mediatiche, ispirata più a una rincorsa al consenso globale che a una reale volontà di pace.

Il fatto stesso che il Capo del Cremlino non si sia scomodato a confermare è un indizio più eloquente di mille comunicati ufficiali: qui il conflitto non si placa semplicemente perché uno ha freddo. E se si trattasse solo di una mossa di immagine per mostrare al mondo un’apparente sensibilità umanitaria? Un siparietto con attori globali protagonisti di una commedia amara che, francamente, abbiamo già visto troppe volte.

Non possiamo dimenticare che a guadagnarne di più da un simile silenzio è proprio chi controlla le risorse energetiche, manipolando il prezzo del gas, del petrolio e dell’elettricità come un burattinaio ben mascherato. Quindi, non illudiamoci troppo: dietro questa cortina di gelo si cela l’inverno delle promesse, privo di quella sostanza di cui il mondo ha veramente bisogno.

La Guerra del Freddo e il Paradosso della Tregua

È affascinante notare come con uno stratagemma semplice semplice – “Facciamo una pausa, che fuori fa troppo freddo” – si tenta di dipingere un quadro di umanità e saggezza che stride un po’ con la realtà di un conflitto dove cascano bombe e migliaia di vite si spezzano. È come se diciamo: “Mentre fuori nevica, fermiamo le guerre”; stupendo, peccato non si possa fermare il resto del tempo.

Il paradosso è servito: i protagonisti di questa storia ci fanno credere che rispettare il freddo sia più importante di rispettare la vita. Del resto, i numeri delle vittime, le atrocità commesse e la devastazione sembrano un dettaglio marginale quando arriva il gelo. Ma ehi, almeno possiamo dire che è una tregua con stile: a -30 gradi sotto zero. Un’idea da premio Nobel per la pace, senza dubbio.

Così, mentre la polemica fa il suo corso, il mondo guarda, talvolta cerca di capire, spesso si scuote la testa. E noi restiamo qui, armati di sarcasmo e incredulità, sperando che almeno il freddo sia l’unico nemico per qualche giorno. Che dire? Benvenuti nel teatro dell’assurdo, dove anche il gelo diventa protagonista di un’offerta diplomatica di dubbio gusto, di cui si sentiva davvero il bisogno.

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