Guerra Ucraina Russia, cronache di un caos che non smette di stupire oggi 5 febbraio

Guerra Ucraina Russia, cronache di un caos che non smette di stupire oggi 5 febbraio

Mentre Mosca continua la sua irresistibile campagna di bombardamenti “simbolici” sulle città ucraine, ad Abu Dhabi si svolge il secondo round dei negoziati di pace in quel delizioso salotto trilaterale tra Russia, Ucraina e Stati Uniti. Colloqui, miracolosamente incentrati sulle soluzioni per la “sicurezza”, che si sono protratti per più di quattro ore (il tempo giusto per un caffè e qualche battuta), e che ovviamente non si decidono a finire nemmeno oggi.

Il Cremlino, come sempre maestro di sobrietà e trasparenza, ha scelto di restare muto, mentre il capo delegazione ucraino Rustem Umerov si è precipitato a definire questo ennesimo faccia a faccia «sostanziale e produttivo». Pare infatti che si siano concentrati su «passi concreti e decisioni pratiche», mantra ripetuto in modo così insistente da far pensare che un miracolo diplomatico stia per accadere. O, più probabilmente, che stiano solo scaldando la sedia.

Evacuazioni “gentili” nel Donetsk

Nel frattempo, nel famosissimo distretto di Donetsk, eufemisticamente definito come luogo di “evacuazioni di civili”, si sta praticando una piccola escursione sui furgoni blindati. Nulla di preoccupante: gente che lascia la propria casa per una gita coi fiocchi, guidata con il garbo che solo un conflitto armato sa regalare. Insomma, l’idea di “forzate” qui sembra diventare un dettaglio insignificante, visto l’entusiasmo con cui si immaginano questi spostamenti forzati in un perfetto trailer da thriller geopolitico.

Quel piccolo regalo comunitario da 90 miliardi

Nel frattempo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si è preso una pausa dal coordinare la resistenza armata per fare il bravo allievo europeo e ringraziare l’Unione Europea per il suo gesto di generosità da 90 miliardi di euro. Soldi che, guarda un po’, serviranno per “rafforzare la sicurezza finanziaria dell’Ucraina” fino al 2027. Un sostegno, ovviamente, indispensabile, visto che con i “vili attacchi russi” ai danni del settore energetico, è praticamente una questione di vita o di debito.

Zelensky ha twittato con la solita modestia: “Questa assistenza non solo fortifica l’Ucraina in vari settori, ma rende anche più salda la nostra posizione al tavolo dei negoziati”. Perché, come sappiamo bene, è proprio quel tavolo che determina in modo trasparente e rapido chi abbia ragione e torto in questo conflitto durata decenni (ma nel frattempo i negoziatori continuano a blaterare).

Questa montagna di denaro europea sarebbe quindi un “contributo significativo” per la sicurezza di tutta Europa e il futuro comune, come in grande famiglia felice che condivide solo il latte e niente altri problemi cronici. Fantastico, no? Nel frattempo, la guerra continua a mietere vittime e distrugge case, ma la retorica della solidarietà e “passi concreti” va avanti tra una pausa e l’altra di questi grandiosi summit diplomatici.

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