Ah, l’alta cultura arriva puntuale in piazzale Cadorna: niente meno che il “Santo barbuto con libro” è stato eletto a simbolo culturale da Fnm insieme alla veneranda Fabbrica del Duomo. Non chiamatela mai una semplice statua: da oggi è finalmente visibile a tutti, come se Milano non avesse già abbastanza monumenti a cui fare finta di non badare.
Il restauro? Un capolavoro di beneficenza aziendale, ovviamente. L’opera è stata riportata al suo splendore grazie al generoso contributo di Fnm, che ha aderito al progetto “Adotta una statua” promosso dalla sempre reverenda Fabbrica del Duomo. Così il “Santo barbuto” prende il posto – o forse la posa – di un’altra reliquia ottocentesca: la statua di San Abdon, già sotto i riflettori dal giugno 2022, quando Fnm ha messo piede nel complesso mondo del mecenatismo istituzionale.
Per chi non conoscesse questa genialata culturale, “Adotta una statua” è una raccolta fondi che punta a valorizzare il patrimonio artistico della Cattedrale di Milano, rispolverando quelle sculture che un tempo – chissà perché – venivano rimosse e messe da parte. La missione? Far tornare brillante un pezzo di storia dimenticato, ma con stile contemporaneo.
Andrea Gibelli, presidente del Gruppo Fnm, si concede un momento di riflessione culturale:
“Siamo da sempre molto attenti al patrimonio storico-culturale della nostra regione, contribuendo al restauro perpetuo della Veneranda Fabbrica del Duomo. Al tempo stesso desideriamo cambiare la dimensione del viaggio, trasformando le stazioni da meri luoghi di transito a snodi di rilevanza culturale.”
Quindi, niente più stazioni come semplici fermate da incubo, ma nuovi templi culturali dove magari riflettere sul valore di una statua. Se pensate che ci si fermi davvero, complimenti per l’incrollabile ottimismo.
Fedele Confalonieri, presidente della Veneranda Fabbrica del Duomo, si lancia in un amarcord che ci fa sentire vecchi:
“Tutti noi stiamo assistendo al boom di Milano, ma 5 anni fa, con il Covid, non si vedeva un euro. Queste sono iniziative importanti per noi. Ora, il mondo è sempre più digitalizzato; mi ricordo quando prendevo il treno dieci, quindici anni fa e vedevo spesso studenti e lavoratori con un libro. Ora no. Faccio fatica a comprendere l’Intelligenza Artificiale e a volte mi chiedo se in futuro leggeremo ancora. In questo senso il Santo Profeta Barbuto, rappresentato dalla statua, è un invito a non perdere questo mondo così ricco e sempre più lontano.”
Perché ciò che manca davvero nel 2024 è qualcuno che si preoccupi se i pendolari leggono libri invece di fissare uno schermo. Qui il “barbuto” diventa profeta, mentre noi davanti alla statua proviamo un senso misto di nostalgia e una buona dose di scetticismo.
Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia, fa quello che sa fare meglio: intrecciare cultura e orgoglio locale come fosse un cocktail denso di retorica.
“La cultura salverà il mondo e magari contribuirà a rendere più attente le persone che passeranno davanti a questa bellissima statua, senza commettere atti vandalici. È una collaborazione proficua tra istituzioni culturali e aziende che cerca di diffondere le ricchezze culturali di cui siamo ricchi e che a volte sono male utilizzate: penso ai Magazzini di Brera o di altri musei che contengono oggetti bellissimi che nessuno può vedere. Senza dimenticare la capacità manuale che i nostri lavoratori hanno avuto nel restaurare questa statua: è il nostro saper fare bene lombardo che ci distingue nel mondo.”
In sostanza, mentre si restaura un santo con tanto di barba e libro, si profila il futuro della cultura lombarda tra musei nascosti a uso e consumo di pochi eletti e l’indiscutibile pregio di manutentori tuttofare, pronti a evitare che ogni scultura venga razziata o, peggio, ignorata. La statua rimarrà a Cadorna per un anno – tempo più che sufficiente per fare disparire qualsiasi traccia di interesse genuino.



