I Grandi Viaggi? Ormai dovremmo rinominarli “I grandi guai”. A giudicare dal caos che imperversa tra i soci di questo glorioso gruppo milanese, attivo nel turismo e comparso a Piazza Affari una trentina d’anni fa, sembra più un dramma che un investimento. Possessori di una decina di villaggi turistici sparsi chissà dove, invece di godersi il fascino dei resort sembrano più impegnati a litigare su chi deve fare cosa, come in una soap opera malriuscita.
Sempre più le tensioni si intrecciano tra le alleanze fragili e le ambizioni smisurate dei protagonisti. Un esempio classico dell’alta finanza italiana fatta di promesse roboanti e risultati… beh, diciamo “enigmatici”. Un mosaico di soci che si tirano da una parte e dall’altra, mentre la società cerca, con aria sorniona, di non cadere a pezzi. Chi avrebbe mai detto che un gruppo così storico sarebbe diventato un campo di battaglia degno di un reality show?
Una Storia di Successi… o forse no
Sarà anche quotata in borsa, ma la solidità non sembra essere il tratto distintivo di I Grandi Viaggi. Con il trascorrere degli anni, le variazioni nei soci e negli assetti, l’azienda ha vissuto alti e bassi degni di un romanzo telenovelico. Se solo volessimo sottolineare l’incredibile ironia del fatto che una compagnia nata per far viaggiare gli altri sembri oggi bloccata in un limbo di conflitti interni, potremmo iniziare a scrivere una lunga lista di contraddizioni.
Non mancano certo i colpi di scena, poiché tutti vogliono tirare l’acqua al proprio mulino mentre il mulino stesso sembra pronto a crollare sotto il peso delle tensioni accumulate. Nel frattempo, i turisti immaginari restano in attesa di prenotare la prossima vacanza, ignari dello straordinario spettacolo dietro le quinte.
Gruppo in Borsa: Tra Quotazioni e Quiproquò
Un’azienda può vantare una presenza trentennale in borsa, e I Grandi Viaggi ci riescono brillantemente, ma non sempre la realtà coincide con quanto mostrato dai grafici. I soci, veri attori di questa tragicommedia imprenditoriale, giocano con le azioni come bambini con un giocattolo nuovo: un giorno lo amano, il giorno dopo lo sbattono in un angolo perché troppo complicato.
Diventano, così, sfide amletiche a suon di aumenti di capitale, scaramucce legali e prese in giro mascherate da strategie aziendali. Qualcuno parla di rilancio, altri di liquidazione: un caos orchestrato come un’opera stonata. Il vero mistero rimane come un’impresa così importante per il turismo italiano possa navigare in acque tanto torbide senza naufragare definitivamente. O forse, più semplicemente, il naufragio è già in corso, ma nessuno lo vuole ancora ammettere.
Turismo o Divertimento? Il Paradosso dei Villaggi
I villaggi turistici, perla preziosa del patrimonio di I Grandi Viaggi, dovrebbero essere il core business per eccellenza. Ma in questa saga aziendale diventano più un motivo di accesa discordia che un elemento di orgoglio. Qualcuno vorrebbe investirci di più, altri preferiscono esternalizzare o liberarsene al primo accenno di difficoltà. Come se i clienti si potessero prenotare senza un villaggio in cui soggiornare, no?



