Google e Nvidia finanziano una startup di coding che si crede irresistibile senza motivo

Google e Nvidia finanziano una startup di coding che si crede irresistibile senza motivo

Ah, il magico mondo delle startup tech dove un’idea che suona come un incantesimo si trasforma in una valanga di milioni senza neanche dover scrivere una riga di codice. Questa volta tocca a Lovable, l’azienda svedese dell’entusiasmante settore del “vibe coding” – ovvero, creare software solo con la forza del pensiero (o quasi). Hanno appena raccolto 330 milioni di dollari in un aggiornamento di Serie B, portando la loro valutazione a un vertiginoso 6,6 miliardi. Da dove? Da un pianeta molto lontano chiamato “Investitori pieni di soldi”.

Ma non finisce qui: dietro il bancomat c’è nientemeno che CapitalG, la divisione di venture capital di Google, accompagnata dal gigante delle schede video Nvidia e da un eccentrico cast di VC statunitensi come Accel e Khosla Ventures. Avete capito bene, la crème della crème degli investimenti ha deciso di puntare su chi fa software magicamente, tramite semplici prompt testuali – perché, a quanto pare, imparare a programmare è ormai roba da arcaici. E sul palco salgono addirittura Gwyneth Paltrow con la sua società di investimenti Kinship Ventures, Salesforce Ventures, Databricks, Atlassian e chi più ne ha più ne metta. Insomma, un party VIP dei capitali.

Non male per una startup fondata appena nel 2023 da due svedesi, Anton Osika e Fabian Hedin, che in meno di un anno ha triplicato la valutazione e superato il mezzo miliardo raccolto nel 2025. E tutto ciò grazie a un prodotto “che le grandi imprese e i fondatori amano”, come hanno enfaticamente dichiarato dalla direzione di CapitalG. Ovviamente, questo amore è riassumibile nel fatto che si possono costruire app e siti web senza dover imparare una sola riga di codice, aiutandosi con modelli di intelligenza artificiale di OpenAI e co.

Il risultato? Un fatturato ricorrente annuale (ARR) di 200 milioni a novembre, dopo aver toccato appena un anno prima il milione. Se questo non è un razzo lanciato verso il cielo, allora cosa lo è?

La febbre del “vibe coding” che contagia l’ecosistema VC

Nel frattempo, oltreoceano, le startup che promettono di stravolgere lo sviluppo software con l’IA continuano a sfornare valutazioni da capogiro come se non ci fosse un domani. Anysphere, creatrice dello strumento di coding Cursor, si è fatta largo con un impressionante round da 2,3 miliardi a novembre, con una valutazione di quasi 30 miliardi. Per non essere da meno, Replit ha appena sfondato quota 3 miliardi di valutazione dopo un round da 250 milioni, mentre Vercel ha messo le mani su 300 milioni a una valutazione che sfiora i 10 miliardi.

Insomma, un esercito di investitori che sembra più interessato a scommettere sulla promessa di un futuro senza sviluppatori, piuttosto che sulla concretezza di un codice testato e funzionante. Chi ha detto che l’esperienza e la competenza sono fondamentali?

In sintesi, il sogno di trasformare l’arte complessa e antidiluviana della programmazione in una specie di canto delle sirene dell’intelligenza artificiale sembra avere più estimatori che scettici. E visto che le casse degli investitori si stanno aprendo selvaggiamente, appare evidente come, nel mondo tech, basti un’idea che suoni bene per diventare la prossima gallina dalle uova d’oro.

Nonostante tutto, sarebbe bello vedere se queste piattaforme riescono davvero a mantenere le aspettative quando, in un batter d’occhio, si dovranno affrontare sfide reali come sicurezza, scalabilità e – oh, che razza di concetto – qualità. Ma qui, ovviamente, nessuno ha tempo per questi dettagli noiosi: l’importante è cavalcare l’onda dell’hype e raccogliere più zeri possibile.

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