Gol all’ultimo respiro e il Ghana fa festa, mentre Panama piange come se avesse perso il mondiale (e invece no)

Gol all’ultimo respiro e il Ghana fa festa, mentre Panama piange come se avesse perso il mondiale (e invece no)

L’esultanza scatenata è tutta di Ghana, mentre la beffa atroce si consuma sulla pelle di Panama, che non solo domina a tratti la partita, ma si fa fregare al 95′, con più di mezza squadra riversata nell’area avversaria africana. Un peccato giovanile, o meglio, una mancanza di esperienza che si paga a carissimo prezzo. Il gol al 95’ di Yirenkyi, centrocampista che milita nei danesi del Nordsjaelland, cancella lo 0-0 che avrebbe garantito a entrambe la seconda posizione dietro l’Inghilterra (che ha liquidato la Croazia 4-2) e premia oltremodo la selezione guidata da Carlos Queiroz. Il portoghese, vecchia volpe del calcio internazionale – con questo quinto Mondiale consecutivo dopo quello con il Portogallo e i tre di fila con l’Iran –, riesce a riportare il Ghana alla vittoria ai Mondiali, almeno parzialmente riscattando lo scandalo della mancata qualificazione alla Coppa d’Africa dello scorso anno. Questo fallimento aveva convinto, a marzo 2025, la federazione ghanese a troncare ogni rapporto con Otto Addo e a puntare proprio su Queiroz. Scelta indubbiamente fruttuosa, con il pass per i Mondiali strappato senza sforzi e un debutto addirittura vincente: sotto la pioggia torrenziale di Toronto, il Ghana esce grondante d’acqua ma soprattutto colmo di felicità.

Panama parte a razzo: Murillo scappa letteralmente in corsa sulla destra, crossa per Waterman (2’), che al volo disegna una girata quasi perfetta. Peccato che non abbia fatto i conti con Ati Zigi, che si allunga come un ginnasta per sventare il peggio. Il ritmo impresso dai centroamericani è nettamente più alto di quello africano. Peccato che al cross dalla sinistra di Blackman (11’) nessuno riesca a coordinarsi, regalando alla difesa africana un brivido evitato per pura fortuna. Però, c’è da ammettere che l’attacco africano nel primo tempo è da far invidia a un museo del gioco spento: zero occasioni, nessun sussulto.

La musica cambia all’inizio della ripresa: colpo di testa di Adjetey (48’) che Mosquera, portiere panamense, neutralizza senza problemi. Poi un tiro impreciso di Yirenkyi (50’). Non brilla nemmeno Panama nelle occasioni successive: la magia del tiro-cross di Harvey viene respinta in scivolata da Martinez, che centra solo l’esterno della rete. Maluccio anche a Ramos (67’), il cui sinistro a giro si spegne fuori di poco. Nel mezzo, il miracolo difensivo di Ramos che letteralmente stende Ayew (65’) e gli toglie la palla del possibile vantaggio ghanese: la più grande occasione per le Black Stars.

Quando ormai pare destinata a finire in pareggio, le Black Stars tirano fuori dal cilindro il colpo vincente: Semenyo, di prima intenzione, serve in corsa Thomas-Asante, attaccante del Coventry, che salta l’ultimo avversario come se fosse un birillo e mette la palla al centro per Yirenkyi, che davanti alla porta spalancata non può certo sbagliare.

Tra scandali per la perdita di tempo, un paio di infortuni e un recupero che si allunga in modo ridicolo da 6 a 12 minuti, Panama getta le ultime energie senza però trovare il pareggio agognato: Mosquera, portiere africano, salta di testa per l’ultimo assalto, manda la palla a Diaz, che però si fa murare da Asare – entrato al posto dello sfortunato Ati Zigi. È il suono definitivo della sirena.

Per Panama restano solo lacrime amare, per il Ghana una gioia incontenibile. Tre punti che pesano come macigni su un torneo dove poche certezze, ma tanto pathos, abbondano.

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