«Se riesco a passare bene la prima curva, ho qualche speranza. Altrimenti, addio sogni di gloria. Devo assolutamente studiare quel passaggio, non vedo l’ora di rivedere il video della mia discesa». Sofia Goggia sfoggia un’espressione da giorno fortunato, quasi in estasi mentre ricorda il momento sacro dell’accensione del braciere durante la cerimonia di apertura a Cortina. Un tocco di spiritualità, o forse solo un po’ di teatro, soprattutto se accendi la fiamma contemporaneamente a leggende come Tomba e Compagnoni. Il secondo test sulla pista Olympia delle Tofane promette di essere più simile a una gara vera, quella di domenica. «Per l’80% ho fatto quello che volevo, il resto è quello che devo ancora sistemare se voglio davvero vincere. Tutto deve essere perfetto. La pressione? La sente chi ha già fatto tutto bene nelle prove», spiega con la saggezza di chi sa già che vincere non è un gioco da ragazzi.
Sofia Goggia, oro olimpico a Cortina 2016, ha chiuso questa volta a 0,86 secondi dalla miglior prestazione della statunitense Johnson. Un piccolo dettaglio, che però conta eccome.
Dall’altro lato della pista, chi non sembra sentire né la pressione né la voglia di facile vittoria è Federica Brignone. L’adrenalina è invece tutta particolare e palpabile. Scende più convinta rispetto al test di venerdì, ma ancora non è un sì definitivo per la sua presenza nella gara olimpica. «Deciderò con mio fratello e il mio staff. Le sensazioni sono migliorate, ma il dolore è ancora parecchio. Per fortuna che Mosaner alla sfilata mi ha sollevata in spalla, avevo il ginocchio talmente gonfio da sembrare un pallone», confida come se fosse normale portarsi dietro un’assemblea di dolori e responsabilità senza batter ciglio.
La ‘tigre azzurra’ si piazza settima, a 0,93 secondi dalla migliore sul tracciato. E, udite udite, è l’unica fra le nostre a non voler sapere il risultato della libera maschile. L’unica a non controllare il cellulare quando Franzoni prende l’argento e Paris si becca il bronzo. Quel podio scatena l’esultanza di Goggia, Delago e Pirovano, tutte comodamente sedute insieme a godersi lo show di Bormio. Ma Brignone è inflessibile: «Non voglio sapere niente, voglio vedermela da sola». Capricci? No, solo gli irresistibili vezzi di una campionessa che sa cosa vuole dallo sport e dalla vita.



