Giornata internazionale della donna tra diritti dimenticati e una democrazia che in digitale fa acqua da tutte le parti

Giornata internazionale della donna tra diritti dimenticati e una democrazia che in digitale fa acqua da tutte le parti
Parlamento Europeo a Bruxelles, mentre tutti saranno probabilmente intenti a inaugurare la Giornata Internazionale della Donna con proclami roboanti, il Comitato per i Diritti delle Donne e l’Uguaglianza di Genere (FEMM), presieduto dalla intramontabile Lina Gálvez, si dedicherà a un incontro interparlamentare sull’argomento: “Diritti delle donne e democrazia: lotta agli stereotipi, disinformazione e violenza nell’era digitale”. Fosse facile, no?

Si comincia con la solita apertura di Lina Gálvez—chi se non lei?—seguita da un nutritissimo messaggio video della sua eminente collega, la Presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola. Per non farci mancare nulla, spazio ai saluti formali di Hadja Lahbib, Commissaria per l’Uguaglianza, la Preparazione e la Gestione delle Crisi, e di Florence Raes, Direttrice dell’Ufficio di Collegamento di UN Women a Bruxelles. Insomma, un parterre di tutto rispetto per parlare di stereotipi e violenza, condito naturalmente dalle migliori parole vuote di circostanza.

Dopodiché, la solita scorpacciata di interventi da parte di giornalisti, politici e specialisti di sicurezza digitale, giusto per mantenere alto il livello del confronto, per poi chiudere con una sessione di Q&A, cioè domande e risposte, per dare a tutti la sensazione di partecipazione attiva mentre si rimane comodamente seduti.

I protagonisti di questo spettacolo dialettico sono ben selezionati, come Natalia Waloch, giornalista e commentatrice di tuttissimo rispetto dalla Gazeta Wyborcza, la parlamentare georgiana e paladina dei diritti umani Ana Natsvlishvili, la dott.ssa Silvia Semenzin, professoressa aggiunta a Open University of Catalonia, Julie Guichard, esperta di sicurezza digitale e affari governativi presso Microsoft, e Carlien Scheele, direttrice del European Institute for Gender Equality (EIGE). Un cast internazionale di esperti tutti pronti a illuminare la platea con soluzioni impeccabili e talvolta forse un poco retoriche, ma indubbiamente di grande effetto scenico.

Ad accompagnare l’uscita di scena, un ultimo intervento della Commissaria per l’Uguaglianza di Genere della Presidenza cipriota, Josie Christodoulou, a chiudere il sipario su questa rappresentazione senza eguali.

Se non avete ancora sbadigliato a sufficienza, giovedì pomeriggio alle 14:00 i giornalisti potranno prolungare l’esperienza con un seminario sulla violenza digitale contro le donne, ovviamente con possibilità di porre domande via link remoto, per quella sana modernità che evita impegni troppo faticosi.

Il contorno istituzionale: una nuova strategia con tanto di inaugurazione teatrale

In perfetta sintonia con i proclami, la tanto attesa strategia europea per l’uguaglianza di genere dovrebbe essere adottata dalla Commissione Europea proprio questa settimana, perché ovviamente i tempi istituzionali sono sempre disegnati per abbinarsi agli eventi più clamorosi. In novembre 2025, il Parlamento Europeo aveva già dato il suo contributo con una risoluzione, abbozzando quella che sembra una missione senza fine nel tentativo di smontare stereotipi e lotta alle disuguaglianze. Tutto è pronto per un altro capitolo glorioso di dichiarazioni solenni e impegni roboanti sul fronte della democrazia e dei diritti delle donne nel mondo digitale.

Naturalmente, mentre si scrivono queste pagine di policy europea accompagnate da dovizia di addetti ai lavori e relazioni con nomi altisonanti, resta facile domandarsi quanto la sostanza riesca a seguire la forma. Del resto, quando si tratta di combattere disinformazione e violenza, soprattutto nell’era digitale, i paradossi non mancano mai e tutti sono invitati a dire la loro… senza però aspettarsi miracoli.

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