Genitori illuminati lasciano neonato in auto mentre si avventurano nell’Esselunga di Pantigliate a far spesa, ovvio

Genitori illuminati lasciano neonato in auto mentre si avventurano nell’Esselunga di Pantigliate a far spesa, ovvio
Esselunga di Pantigliate (Milano). Un capolavoro di gestione familiare che si è consumato nella tranquilla serata dell’11 febbraio, ma che ha deciso di farsi attendere prima di arrivare alle orecchie delle forze dell’ordine, grazie all’occhio vigile di un cittadino particolarmente attento.

Una giovane coppia di origini asiatiche ha parcheggiato proprio lì, vicino all’ingresso. E cosa fa mentre il bambino piange, chiuso in auto? La mamma, a quanto pare, fa la cosa più ovvia: entra nel supermercato a fare la spesa, lasciando il bimbo a godersi quel bel finestrino leggermente abbassato. Perfetto per dimostrare quanto la sicurezza infantile sia la loro priorità.

Il pianto del piccolo, naturalmente, ha scosso la coscienza di qualche presente. Alcuni clienti non hanno potuto fare a meno di allertare il personale del punto vendita. Protagonista del dramma, un addetto a chiamare all’interfono, più volte e con estrema pazienza, il guidatore dell’auto. Con grande suspense, nessuna risposta immediata. Solo dopo almeno due annunci, il padre (perché sì, evidentemente il padre c’era) è stato fortunatamente rintracciato tra i visitatori ed è uscito a recuperare il piccolo “protagonista” della scena, mentre la madre… beh, quella ha proseguito tranquillamente la spesa come se nulla fosse.

Per completare il quadro, la coppia risulta residente a Milano, quindi non proprio turisti persi in cerca di un supermercato.

Il comandante della polizia locale, Giuseppe Famigliare, ha deciso che questa impeccabile gestione genitoriale non potrà passare inosservata. Ha infatti annunciato una segnalazione alla procura per i minorenni e alla procura di Milano per accertare non solo le responsabilità penali, ma – speriamo – anche un minimo di buon senso genitoriale.

L’elemento centrale di questa “vicenda” è ovviamente la sicurezza del bambino, lasciato solo in un parcheggio aperto al pubblico, trasformato, manco a dirlo, in un asilo improvvisato ma a rischio, sotto lo sguardo impassibile della sua famiglia.

La genitorialità 2.0: tra shopping e dimenticanze

Non è forse questo il modello di genitore moderno che tutti auspicano? Lasciare il piccolo a piangere come sottofondo mentre si perfeziona la spesa, convinti che il finestrino abbassato sia la versione contemporanea del babysitter. Certo, il tutto avviene per circa mezz’ora – un’eternità per un neonato – perché correre a prendere il bambino subito sarebbe troppo mainstream.

Ma non è tutto: c’è il dettaglio che la mamma, probabilmente impegnata a scegliere le offerte, abbia scelto con cura di proseguire indisturbata il suo percorso, lasciando al padre il compito di risolvere l’emergenza quando il personale si è fatto insistente. Un’immagine di famiglia che fa venire voglia di una standing ovation… oppure di chiamare i servizi sociali.

Tra segnalazioni e indagini: la “giustizia” per i genitori modello

Ovviamente, una storia che non poteva non finire con qualche istituzione coinvolta: la polizia locale è intervenuta, gli agenti hanno raccolto testimonianze e sentito anche i dipendenti del supermercato – forse per capire come è possibile ignorare tanto pianto in un luogo pubblico.

L’epilogo? Un’indagine aperta con tanto di segnalazione alla procura dei minorenni e a quella ordinaria di Milano. Il tutto per valutare – e scommettiamo su questo – se la sicurezza del bimbo fosse completamente ignorata o semplicemente sottovalutata da genitori partecipi solo a metà.

Un applauso ironico per chi riesce a trasformare un parcheggio davanti a un supermercato in un campo minato per un’indifesa creatura. Forse è il momento di rimediare a questa “svista” genitoriale, prima che il pianto del piccolo diventi il sottofondo di un processo più serio.

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