Flottilla tra torture e abusi sessuali, i pm tirano le somme mentre Tajani implora l’Ue di punire Ben Gvir—pronti a far finta di niente?

Flottilla tra torture e abusi sessuali, i pm tirano le somme mentre Tajani implora l’Ue di punire Ben Gvir—pronti a far finta di niente?

La procura di Roma, quella che indaga con solerzia sull’“abbordaggio” della Flotilla, ha deciso di ampliare il ventaglio delle ipotesi di reato. Non più solo sequestro di persona, ma anche tortura e, udite udite, violenza sessuale. Provate a non emozionarvi troppo. Dopo avere copiato il video dal profilo social del ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir, in cui si vedono gli attivisti inginocchiati con le mani legate dietro la schiena (un quadro che certo strappa una lacrima… seppur di ironia), i magistrati di piazzale Clodio si dedicano ad un’accurata analisi per capire se vi siano italiani in quelle condizioni. Nel frattempo, valutano con la professionalità che li contraddistingue anche le “parole di scherno” usate dal ministro. Che nel frattempo, come nulla fosse, batte i tamburi della geopolitica mentre gli attivisti recuperano dignità e lividi.

Non contenti, a piazzale Clodio hanno già iniziato a sentire gli attivisti tornati in patria. Nel frattempo, su delega della procura di Roma, è stato ascoltato persino il deputato del M5S Dario Carotenuto. Il racconto è da far drizzare i capelli, se solo qualcuno li avesse: picchiati selvaggiamente, bendati, incatenati. Un’esperienza da resort cinque stelle, insomma.

Il racconto choc di Mantovani e Carotenuto: “Picchiati selvaggiamente, bendati e incatenati”

Gli attivisti che hanno affrontato l’avventura della Flotilla non smettono di indignare, o forse dovremmo dire spettacolarizzare la propria disavventura. Ecco che mostrano fiere le foto dei lividi sulle schiene, ignari forse che le favicon del dolore siano ormai un must del web politicizzato. “Altri sono stati picchiati molto più forte di me,” riferiscono sui social, con quell’aria di vittimismo da scena teatrale ma senza copione.

Nel frattempo, l’Alto rappresentante dell’Unione Europea per la Politica Estera, Kaja Kallas, ha prontamente accolto la richiesta del ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani, che vuole mettere alle corde il ministro israeliano Ben-Gvir con sanzioni degne di un romanzo di spionaggio a basso costo. Le sanzioni sono ovviamente l’arma preferita da chi vuole squalificare un avversario: serio, efficace e soprattutto indolore per chi le propone.

Durante la riunione dei Rappresentanti Permanenti dei 27, il famigerato Coreper II, l’Italia ha fatto una brillante mossa da maestro chiedendo ufficialmente che il Consiglio Affari Esteri del 15 giugno ponga la discussione delle sanzioni all’ordine del giorno. Per grandi meriti diplomatici, la richiesta italiana ha raccolto l’applauso di diversi Paesi, prontissimi a fare la morale a Israele mentre guardano altrove riguardo a ciò che accade nei loro cortili di casa.

Non vi preoccupate però, le sanzioni di serie A, quelle contro un gruppo di coloni israeliani colpevoli di atti di violenza, saranno firmate e ratificate solo la prossima settimana. Non è mai troppo presto per giudicare alzando il ditino, con calma però: prima le foto, poi la politica, infine i provvedimenti. Il rituale è sempre lo stesso.