Finalmente si parte: il Comune ci rifila i centri estivi e le case vacanza come se fossero la soluzione ai nostri problemi

Finalmente si parte: il Comune ci rifila i centri estivi e le case vacanza come se fossero la soluzione ai nostri problemi

In perfetto orario estivo, Milano apre l’inevitabile varco alle iscrizioni per i centri estivi e le fughe nelle case vacanze comunali. Ovviamente, lo scenario spazia tra la tipica accoppiata mare e montagna, perché tanto ci piace complicarci bene la vita.

Parliamo delle mitiche case vacanza riservate ai nostri piccoli eroi dai 6 ai 14 anni. A partire dalle 12 del 18 marzo, le famiglie potranno iscrivere i loro pargoli a “Estate vacanza”, il magico programma di villeggiatura comunale disponibile in località che dicono molto ma fanno poco: Andora (Savona), Ghiffa (Verbania), Pietra Ligure (Savona), Vacciago (Novara) e Zambla Alta (Bergamo). È tutto sotto l’ala protettiva del cofinanziamento – perché senza soldi pubblici non si muove nemmeno un criceto – del programma nazionale Metro Plus Città Medie Sud 2021-2027, che suona già come una sinfonia di burocrazia.

Naturalmente, le attività previste non si risparmiano sulla varietà e si svolgono scandite in ben sette turni, dall’esordio il 10 giugno fino a un generoso 5 settembre, giusto per protrarre l’infinita estate dei nostri giovani ospiti. Un assaggio di questa garanzia di divertimento si potrà tastare durante l’open day domenica 15 marzo, dalle 11 alle 17, al Padiglione Tommaseo. Perché niente dice “divertimento” come incontri negli spazi di un teatrino con ingresso da via Giacosa 46 o via Padova 69, dove tra giochi, laboratori e approfondimenti si promette qualche illusione di spensieratezza.

E per chi ama l’effetto “par condicio”, le iscrizioni ai ben 32 centri estivi sparsi per la città saranno aperte dalle 12 del 19 marzo fino al 7 aprile, così da buttare nel calderone tre periodi differenti di scelta: dal 10 al 19 giugno, dal 22 giugno al 3 luglio e, ciliegina sulla torta, dal 6 al 21 luglio. Un range ristretto, per non stressare troppo i genitori con troppe opzioni.

Le promesse estive del Comune di Milano: un’epopea di burocrazia e “villeggiatura”

Insomma, un quadro che profuma di solita gestione comunale: qualche località di mare qui, una di montagna là, tante iscrizioni da gestire e la promessa di vacanze “alternative” per i nostri figli. Specialmente ora che, dopo aver passato un inverno rigido e un’inflazione galoppante, l’idea di vacanze gestite dal pubblico sembra quasi una liturgia mistica, tra liste d’attesa e turni che si confondono come una soap opera degna di miglior fiction.

E mentre i genitori si arrovellano tra scartoffie digitali, telefonate disperate e scelte di turni calibrati come campionati di serie A, il Comune resta impassibile nella sua impeccabile routine di orari di apertura e chiusura. Perché si sa, divertire i cittadini piccoli e grandi è questione di calendario e timbri, non di sostanza.

Il tutto condito da un dinamismo che punta evidentemente più alla copertura formale dei bandi e alla visibilità istituzionale che a un progetto realmente efficace e innovativo per l’estate milanese. Ma si sa, le vacanze al mare o sulla neve, vuoi mettere l’emozione unica di stare in coro con sette turni, laboratori obbligatori e un Open Day da batticuore amministrativo?

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