Che belle notizie, proprio quello che ci voleva: una tregua in Iran che promette miracoli per la crisi energetica globale, almeno secondo Giuseppe Biazzo, presidente di Unindustria, che ci regala questa perla di ottimismo durante l’intervista al TgR Lazio. Insomma, un accordo che sembra la panacea di tutti i mali, soprattutto se pensiamo che bastano due settimane di tregua per risolvere problemi che da anni strangolano le imprese e gli equilibri mondiali. Fantastico, no?
Ma facciamo un po’ di chiarezza: anche se le due settimane di quiete sono una sorta di “tempo tecnico” per trovare la soluzione definitiva, non illudiamoci troppo. Il petrolio e le materie prime, quelle meravigliose fonti di reddito e caos politico, dovrebbero finalmente ricominciare a circolare. Ovviamente, è utile ricordare chi ci Sguazza: l’Italia esporta la bellezza di 22 miliardi di euro verso gli Emirati Arabi. Un affare da niente, insomma, che certo non fa salire la pressione…
Quindi, stiamo assistendo a un affascinante spettacolo di diplomazia e politica energetica: si apre lo stretto di Hormuz – punto nevralgico di scambi e tensioni – e tutti tirano un sospiro di sollievo. Oppure no?
La zona logistica semplificata nel Lazio: la rivoluzione che tutti aspettavano
“Un grande successo,” dice Biazzo, dopo aver trascinato la Regione Lazio nel magico mondo della “Zona logistica semplificata”. Fatevi venire i brividi: 5700 ettari di territorio dove chiedere autorizzazioni sarà un privilegio con tempi dimezzati. Non male, soprattutto se consideriamo che nel 2026 arriveranno 100 milioni di euro di crediti fiscali sugli investimenti già effettuati o pianificati. Non è affatto poca roba, se vi piace perdere un sacco di tempo nelle maglie burocratiche e ora, invece, potrete finalmente respirare un po’ d’aria fresca.
Naturalmente, queste semplificazioni nei processi burocratici sono presentate come un intervento miracoloso. Dopotutto, dimezzare i tempi burocratici nella zona logistica sembra la soluzione definitiva per tutte le imprese che si aggirano speranzose nel Lazio, intrappolate nelle sabbie mobili di pratiche e permessi. E tutto questo mentre un miracolo diplomatico in Iran dovrebbe risolvere la crisi energetica. Il quadro è perfetto. O quasi.
Nel frattempo, possiamo solo applaudire all’«abilità» di chi pensa di sistemare i problemi con accordi che durano due settimane e una sveltina burocratica qua e là. Perché, si sa, niente dice “stabilità economica” come il balletto infinito di tregue, crediti fiscali e zone logistiche semplificate. Il tutto condito da un’esportazione di 22 miliardi verso i soliti potenti del Golfo. Un vero capolavoro politico-economico, con una scenografia che però sembra uscita direttamente da un manuale di come non risolvere i problemi strutturali.



