Finalmente la soluzione miracolosa per rigenerare il midollo spinale che ci vogliono far credere esiste davvero

Finalmente la soluzione miracolosa per rigenerare il midollo spinale che ci vogliono far credere esiste davvero
Hemera, spin-off delle mitiche Statale di Milano e Università di Verona. Se vi sembra un film di fantascienza, inutile dire che la prestigiosa rivista Immunity ha dedicato loro la copertina. Nomi e cognomi? Ilaria Decimo, Francesco Bifari, Massimo Locati e Guido Fumagalli, qualcuno li conosce bene.

Ma che fa esattamente Hemera? Fondata nel 2021 proprio per sfruttare questa meraviglia scientifica, mira a trasformare la magia in una terapia che si chiama REMaST, ovvero Regenerative Educated Macrophage Self Transplantation. Tradotto per i comuni mortali: si prendono quei macrofagi, si addestrano a dovere e si rimandano in campo per ricostruire tessuti nervosi, tipo quelli danneggiati dal midollo spinale. La genialata sta nel fatto che, analizzando come funzionano i macrofagi nei tumori, si è capito che in ambienti patologici differenti quelle stesse cellule possono passare dal fare casino a riparare.

Ovviamente, non si parla solo di miracoli per il midollo spinale. La speranza è quella di estendere il metodo anche a situazioni drammatiche come ictus ischemico, traumi cerebrali e persino fibrosi cardiaca. Insomma, un coltellino svizzero terapeutico capace di rimettere insieme pezzi di corpo parecchio malandati.

Il promettente futuro clinico

Ma bando alle ciance e ai perché filosofici, ora si entra nel vivo con un bel piano clinico da far impallidire i più seri studi di laboratorio. Il kick-off è programmato per il 2027 e prevede una sperimentazione in due fasi: la prima su sei poveretti… ehm, pazienti, per tastare la sicurezza e il dosaggio giusto; la seconda invece coinvolgerà una ventina di candidati per capire se la terapia funziona davvero o se è solo un’altra trovata da scienziati con il cervello in fumo.

Se tutto fila liscio, e ci sarà da crederci visto che ormai si fa sul serio, il progetto potrà sfrecciare sulle autostrade regolatorie europee tramite la strada preferenziale PRIME. Traduzione: arrivo lampo sul mercato, con conseguente sballo per chiunque abbia a che fare con danni al sistema nervoso.

Ilaria Decimo, docente di Farmacologia a Verona, non manca di sottolineare:

“Questa scoperta dimostra come la ricerca scientifica possa fornire strumenti inediti per affrontare problemi clinici complessi.”

Nel frattempo, Massimo Locati, co-fondatore di Hemera nonché docente di Patologia Generale e Immunologia alla Statale e direttore del laboratorio di Biologia dei leucociti all’Humanitas, ci lancia la bomba:

“Questa tecnologia proprietaria non è legata a una singola applicazione clinica, ma si propone come una piattaforma terapeutica scalabile e adattabile a diverse indicazioni.”

Tradotto: la terapia potrebbe allargare il proprio raggio d’azione ben oltre le lesioni spinali e forse, chissà, risolvere problemi che sembrano più roba da fantascienza che da medicina. Insomma, il futuro potrebbe essere meno drammatico per chiunque abbia un danno nervoso o tessutale serio, sempre che la scienza decida di fare sul serio e non resti vittima della propria autocelebrazione.

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