Fico si fa mangiare vivo da Trump sulla sua presunta fragilità mentale, e a quanto pare non è una bufala

Fico si fa mangiare vivo da Trump sulla sua presunta fragilità mentale, e a quanto pare non è una bufala

È sempre un piacere quando persino un leader vagamente trumpiano (e putiniano, perché no?) si lascia andare a qualche confessione imbarazzante. Il primo ministro slovacco Robert Fico è tornato da Mar-a-lago “traumatizzato”, parola sua, di fronte alle condizioni mentali del Donald Trump appena fresco di Florida. Sembra più un titolo da tabloid, eppure è proprio quello che ha fatto scalpore nei corridoi diplomatici europei. La notizia, rilanciata da un retroscena di Politico.eu, ha scatenato un pandemonio di smentite e accuse da parte dello stesso Fico, che evidentemente si è sentito tradito dagli eventi.

Il nostro eroe slovacco, uno dei pochi capi di governo a poter vantare un’amicizia praticamente platonica con l’ex presidente americano, si è recato negli States il 17 gennaio scorso. E proprio dal cuore di quella visita sarebbe tornato allarmato, se non addirittura scioccato, dalle condizioni psicologiche dell’uomo che dovrebbe rappresentare la potenza mondiale per eccellenza. Cinque funzionari diplomatici di alto livello hanno riferito a Politico della sua drammatica esperienza, benché – ovviamente – nessuno di loro abbia assistito personalmente alla conversazione.

Ma che succede se Fico decide di smentire tutto con toni che rasentano il dramma shakespeariano? Ecco che arriva la replica: un tweet energico dove si dichiarano “bugie inventate” messe in giro senza alcun testimone a supporto. Una strategia che definire disperata è poco, visto che il premier slovacco ne approfitta anche per tracciare qualche parallelo appena velato con la sua visita in Russia, dove, ironia della sorte, sarebbe stato addirittura «ignorato» da alcuni Stati membri dell’Unione europea che gli avrebbero negato il sorvolo del loro territorio.

Robert Fico si difende dicendo di condividere “molte strategie del presidente Usa”, tranne qualche dettaglio che evidentemente non è stato digerito, e si aspettava addirittura che la sua visita negli Stati Uniti venisse annullata dopo le critiche al Venezuela che aveva espresso. Invece no, nessuna cancellazione, un incontro prezioso che avrebbe dovuto far brillare i rapporti bilaterali, a detta sua.

La realtà, però, si fa sempre più sfuggente: secondo Fico le gravi “menzogne” riferite da Politico sarebbero niente meno che un tentativo sofisticato di sabotare le “relazioni costruttive” che la Slovacchia intrattiene con tutti i continenti. Il tutto condito da un’affermazione inattesa, ossia che quando ha opinioni critiche, non ha certo bisogno di megafoni per farle sentire. Probabilmente spera che basterà evocare la richiesta di sostituire l’Alta rappresentante Ue Kaja Kallas per far passare tutto nel dimenticatoio diplomatico.

Il teatro delle contraddizioni nella diplomazia

Riflettiamo un attimo su questo affascinante quadro: un capo di governo che si dichiara amico del “capo più controverso” d’America, ma che alla fine si ritrova a dover respingere accuse di allarmismo psicologico sul suo alleato, con una vena di complottismo degna delle migliori telenovele. La sindrome del “non è vero finché non lo nego con enfasi” sembra essere lo sport preferito della diplomazia nazionale e internazionale.

Nel frattempo, il “trauma” di Fico si trasforma in una sfida mediatica tutta in salita, perché se davvero ci fosse da discutere dello stato mentale di un uomo potenzialmente pericoloso come Trump, forse sarebbe il caso di affrontare la questione con meno teatrini e più concretezza. Ma così è la politica: un delicato equilibrio tra verità, negazione e battute acide che tutti cercano di evitare come la peste.

In definitiva, questa scenetta diplomatico-psichiatrica regala un chiaro spettacolo di quanto poco si affidino certe leadership alla trasparenza e a quanto, invece, amano nascondere la polvere sotto il tappeto. Per fortuna c’è sempre qualcuno disposto a ricordarci che anche le relazioni internazionali somigliano più a un reality show che a un corso di diplomazia seriosa.

Siamo SEMPRE qui ad ascoltarvi.

Vuoi segnalarci qualcosa? CONTATTACI.

Aspettiamo i vostri commenti sul GRUPPO DI TELEGRAM!