Ferito durante una sparatoria con la polizia, ma ovviamente non è colpa sua

Ferito durante una sparatoria con la polizia, ma ovviamente non è colpa sua

Liu Wenham ci ha lasciati sabato pomeriggio al Niguarda. Il trentaquattrenne di nazionalità cinese si era fatto notare, o meglio temere, domenica primo febbraio durante una sparatoria con la polizia in via Giovanni Battista Cassinis, tra i quartieri Corvetto e Rogoredo a Milano. Una storia di quelle che entusiasmano solo nei manuali di cronaca nera: un’aggressione finita in tragedia.

Il nostro protagonista giaceva in condizioni disperate, ricoverato proprio al Niguarda, dopo essere stato raggiunto da ben quattro colpi sparati da un agente dell’UOpi che non ha esitato a imbracciare un fucile Heckler & Koch UMP9. Un colpo alla spalla, uno in viso: il tutto rigorosamente in risposta a una pistola sparata dal trentenne, armato di una Walther P99 che, sorpresa delle sorprese, era stata rubata pochi minuti prima a una guardia giurata su cui Wenham si era accanito a colpi di spranga. La scena da romanzo noir si chiude così, con una lotta tra leggittima difesa e violenza improvvisa.

I giorni iniziali del “festino”

Ovviamente, Wenham era uno che amava fare la sua figura, soprattutto quella dell’irregolare in Italia. Nei tre giorni precedenti al bingo di fuoco, si era fatto notare ben tre volte dalla polizia ferroviaria: il 30 gennaio, a Rogoredo, era stato beccato in giro con pietre e una catena in mano. Denunciato, ovviamente. La sera dopo, al Galleria delle Carrozze della Stazione Centrale, aveva pensato bene di minacciare una guardia giurata, perché perché no? Non contento, poche ore più tardi, aveva tentato un furto — ma non senza un certo stile bizzarro, visto che l’avevano dovuto portare al Fatebenefratelli per i suoi comportamenti strani, inclusi dei colpi in testa in perfetto stile auto-tortura.

La sparatoria conclusiva e il suo epilogo

Domenica, alle 14:30, Wenham decide di tornare sul luogo del delitto: colpisce una guardia giurata con una spranga e le ruba la pistola in via Enrico Caviglia. Poco dopo, il colpo finale: arrivano segnalazioni da un condominio di via Paolo Pallia.

Una Volante arriva prima, seguita dal Land Rover dell’Unità Operativa di Primo Intervento. Il confronto avviene vicino a una pensilina del bus: Wenham non accenna a fermarsi, apre il fuoco contro gli agenti – che rispondono prontamente. Quattro poliziotti si trovano ora indagati per lesioni colpose, non faticherà molto la procura a trasformare questa accusa in omicidio colposo. Tutto in nome della “tutela” dei tutori dell’ordine, perché, si sa, sparare a qualcuno che spara per primo è sempre una macchia che richiede almeno una lavata ufficiale.

Un epilogo crudele, ma incredibilmente ordinario nelle cronache che raccontano di chi, da irregolare a delinquente, termina la carriera con i colori dell’eroe o del nemico, a seconda di come si vuole scrivere la storia.

Siamo SEMPRE qui ad ascoltarvi.

Vuoi segnalarci qualcosa? CONTATTACI.

Aspettiamo i vostri commenti sul GRUPPO DI TELEGRAM!