Fenomeno Gianna Pratesi quasi 106 anni e ancora si esibisce in tv con Besame mucho: chi l’ha detto che la vecchiaia è noiosa

Fenomeno Gianna Pratesi quasi 106 anni e ancora si esibisce in tv con Besame mucho: chi l’ha detto che la vecchiaia è noiosa

A fare da scenografia a questo piccolo capolavoro di vintage e tenacia troviamo Geppi Cucciari, che prova buffamente a incunearsi nella conversazione con qualche domanda di rito. Ma non c’è verso: Giovanna Pratesi, che sfiorerà i 106 anni il prossimo 16 marzo, è già seduta al pianoforte, pronta a stordire tutti con l’intro e il suo personale “Besame mucho”.

Non capita tutti i giorni di incontrare una celebrità della longevità così magnetica, diventata famosa per aver ricordato sul palco dell’Ariston il suo primo voto alle donne nel lontano 1946. “Per la Repubblica e la libertà, eravamo tutti di sinistra in famiglia”, ha raccontato con una precisione da veterana di mille battaglie politiche che probabilmente ha vissuto davvero.

Qual è il segreto della sua incredibile longevità? Niente di esoterico, benché la stessa risulti quasi miracolosa: “Mangiare solo quello di cui ho voglia, un’infanzia felice e tanto sport”. Probabilmente una dieta che farebbe impallidire qualsiasi nutrizionista moderno, ma ahi noi, la scienza è ancora distrutta dal mistero dell’età che avanza.

Non si lascia intimidire nemmeno dall’avanzare degli anni: la sua giornata tipo prevede la lettura assidua di ben tre giornali, con tanto di selezione ricercata e sorprendente: Il Secolo XIX, Il Venerdì e – immancabilmente – la Gazzetta dello Sport. Chi dice che a 106 anni si debba rinunciare a seguire i propri interessi?

Vive orgogliosamente nello stesso luogo in cui è nata, a Chiavari, senza rinunciare al suo stile di vita “particolare”: fuma sigarettine sottili, forse per dare un tocco di classe o un invito velato a non prendersi troppo sul serio, e si diverte moltissimo a usare il pianoforte nel suo salotto, dove probabilmente riscrive la storia delle melodie con ogni accordo.

La testimonianza vivente di un’epoca che nessuno sembra voler ricordare

Mentre molti si disperano sulle incertezze del presente, Giovanna è lì, uno scontro diretto con il tempo, un monito scomodo che scuote l’anima. Racconta la sua gioventù in quel ’46 in cui tutto sembrava possibile, quando il voto alle donne rappresentava una rivoluzione e una speranza concreta per un’Italia ancora da rifare.

Forse, se tutti ascoltassero di più chi ha vissuto tanto, potrebbero capire come si costruisce la vera libertà e cosa significhi andare avanti con un po’ di ironia e molta voglia di suonare, anche quando il mondo sembra quasi voler spegnere ogni nota.

Nel frattempo, noi ci accontentiamo di qualche applauso per un “Besame muchacho” in salsa chiavarese, e di ammirare una signora che, con discreta ma implacabile ironia, ci ricorda che il tempo è solo un dettaglio. E magari, che la vera giovinezza è quella che si coltiva con un pianoforte e qualche sigaretta sottile.

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