Famiglia del bosco, La Russa brilla a Birmingham e Trevallion: figli in ostaggio dei genitori, speriamo bene

Famiglia del bosco, La Russa brilla a Birmingham e Trevallion: figli in ostaggio dei genitori, speriamo bene

Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, noti come la famigerata “famiglia del bosco”, hanno avuto l’onore di essere ricevuti a palazzo Giustiniani da Ignazio La Russa, presidente del Senato. Un incontro pregnante, soprattutto considerando che i coniugi sono stati separati dai loro tre figli, strappati con decisione dalle autorità da quel romantico casolare nel bosco di Palmoli, in provincia di Chieti. Da novembre, i poveri bimbi vivono in una casa famiglia, che di recente ha sentito il bisogno di allontanare anche la mamma, proprio per “salvaguardare” il loro benessere.

Con grande carità cristiana, La Russa ha dichiarato di aver accolto la coppia per “stemperare il clima” esploso attorno a questa vicenda. Insomma, niente sfiducia verso le decisioni di magistratura e autorità, ma nemmeno un giudizio sul singolare stile di vita dei genitori. Come se bastasse un simposio al Senato per risolvere un problema che la legge ha già affrontato con piglio severo.

Ignazio La Russa ha poi aggiunto con un’alzata di spalle ben mascherata da speranza:

“Spero che vengano eliminate le rigidità di tutti e si favorisca il ritorno a una famiglia unita, come voi la desiderate, con i figli che, come è naturale, possano stare col padre e con la madre.”

Che dolce utopia, vero? Come se il tribunale per minorenni e le autorità sociali fossero solo delle semplici “rigidità” di cui disfarsi con un sorriso e una stretta di mano istituzionale. Nel frattempo, la realtà è che i bambini sono stati strappati da un ambiente che, almeno secondo gli esperti, non garantiva condizioni normali. Ma nulla, il presidente del Senato fa il tifo per il ritorno al passato, scavalcando il triplice ordine dei giudizi e il benessere dei minori.

Forse il vero problema è che si preferisce alimentare il culto della famiglia ‘naturale’ a tutti i costi, ignorando le evidenze, pur di non turbare il romanticismo del casolare nel bosco. Dopo tutto, cos’è il benessere dei bambini se si può parlare di “famiglia unita” in bella mostra mediatica? E così, la politica si presta a teatro di una commedia che, purtroppo, è a discapito di chi avrebbe bisogno solo di protezione reale e concreta.

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