Abbiamo clamorosamente sottovalutato l’interesse degli appassionati, nonostante ci fossimo impegnati anno dopo anno a nutrirlo. E così, tra immagini sfuggite, sussurri e qualche soffiata, alla fine della giornata a Circuit de Catalunya è uscita una classifica. Da prendere con un cucchiaino di sarcasmo perché in questa fase vale esattamente zero, ma se proprio dobbiamo:https://, la più veloce è stata la Red Bull, con Isack Hadjar che ha fermato il cronometro sull’1’18”159, seguita dalla Mercedes di George Russell (1’18”696). Inizio tutto sommato promettente per Laurent Mekies, che con saggezza aveva già avvertito:
Laurent Mekies ha detto:
“Dobbiamo abbassare le aspettative per la prima parte della stagione, a volte faremo fatica anche solo a far uscire la vettura dal garage. Pensare di essere subito al massimo livello sarebbe ingenuo e folle, Verstappen lo sa bene, ma questo non vuol dire che non puntiamo a essere i numeri uno.”
Il nostro caro Russell, invece, ha provato a sembrare entusiasta del cambiamento:
“Le nuove monoposto sono davvero ‘fighe’ ed è una cosa positiva per questo nostro sport. Abbiamo fatto una discreta figura, ma siamo rimasti colpiti anche da altre squadre, come Red Bull e Ferrari, con motori che si sono scaldati parecchio sulle vetture clienti. Insomma, non siamo più nel tormentato 2014.”
Problemi per Audi e assenza ingiustificata di Williams
I tempi? Altissimi, ma ovviamente qui nessuno si è degnato di puntare alla prestazione. In attesa della Ferrari (che scenderà in pista domani) e della McLaren (forse pure loro domani), a guidare il gruppone sono gli altri due grandi nomi. La classifica del cronometro la lasciamo volentieri come curiosità, perché mette in fila cose che ad oggi non significano nulla. Per farvi un paragone, lo scorso 31 maggio Oscar Piastri fece la pole con 1’11”546: praticamente sei secondi e mezzo più veloce del miglior tempo di questa settimana. Follia pura.
Nel frattempo, sette squadre hanno messo piede in pista: Williams è felice spettatrice, assente per guai legati al peso e ai crash test, mentre Aston Martin in ritardo cronico e forse pronta a entrare solo giovedì. Dietro a Red Bull e Mercedes troviamo Alpine al terzo posto con Franco Colapinto (1’20”189), quindi la Haas con Esteban Ocon (1’21”301), la Racing Bull con Liam Lawson (1’21”513), la Cadillac con Valtteri Bottas (1’24”651) e l’eterna Audi con Gabriel Bortoleto (1’25”296). A complicare il quadro, due scuderie hanno schierato entrambi i piloti: Kimi Antonelli con l’altra Mercedes si è fermato a 1’20”700 e Sergio Perez con l’altra Cadillac ha fatto la coda con un anno-luce da 1’25”974. Insomma, un circo in piena attività, ma con tempi da prendere con le molle, visto che la Formula 1 stessa si guarda bene dal confermarli ufficialmente, lasciandoci in balìa delle voci del giornale locale “SoyMotor”.
Haas e Cadillac regalano sorrisi alla Rossa
In attesa di vedere la nuova SF-26 in azione, con Carlo Santi che darà una mano a Bryan Bozzi come ingegnere di pista dopo lo spostamento di Riccardo Adami passato a seguire Lewis Hamilton (per lui si vocifera l’arrivo dell’ex McLaren Cedric Michel-Grosjean, fino a ieri ingegnere delle prestazioni di Piastri), in casa Ferrari si strusciano le mani soddisfatti osservando il lavoro svolto dai team clienti. Niente guai con i motori, o almeno questo dicono le apparenze. La Haas, con Esteban Ocon, ha già macinato oltre 150 giri, si parla praticamente di tre GP, più degli altri (la Mercedes rivendica 151 giri, circa 700 chilometri percorsi). Il buon Ocon ci ha tenuto a precisare:
“Queste nuove macchine sono difficilissime da guidare, ci sono sistemi nuovi da imparare e per fortuna abbiamo lavorato parecchio al simulatore. Speriamo almeno di essere tutti sulla stessa barca.”
Antonelli ha commentato così:
“Il team ha svolto un lavoro eccellente, anche se è molto presto per trarre conclusioni.”
Anche la neonata Cadillac sembra aver girato senza intoppi, e la Mercedes, seconda per numero di giri, dimostra che l’affidabilità non è l’ennesima favola di marketing: basti pensare ai 200 km percorsi nei filming days a Silverstone il giorno della presentazione della W17. Un toccasana per chi sperava in disastri, ma evidentemente anche in F1 l’evoluzione tecnologica ha i suoi tempi e le sue magie.



