Evacuato il palazzo di giustizia: attenti, giustizia in fuga o solo l’ennesimo allarme inutile?

Evacuato il palazzo di giustizia: attenti, giustizia in fuga o solo l’ennesimo allarme inutile?

Quattro telefonate perfettamente studiate, una dopo l’altra, lanciate da numeri che manco puoi rintracciare, tipo quei misteriosi messaggi in bottiglia digitali. Alcune con lunghi silenzi imbarazzanti, altre con poche parole appena sussurrate. Tutte indirizzate al solerte numero 112. E tutte per segnalare un ordigno inesistente dentro il sacro palazzo del Tribunale di Milano. Apriti cielo: macchine dei soccorsi in moto, evacuazione blindata del Tribunale. Un capolavoro di precisione e caos nella mattina di venerdì 6 marzo, in via Freguglia, per la gioia dei preparatissimi artificieri.

Le chiamate che hanno scatenato l’inferno

Le quattro chicche telefoniche sono state effettuate nel brevissimo lasso di tempo tra le 8.20 e le 9 del mattino, secondo quanto risulta ai bene informati di Milano. I numeri dall’altro capo? Non proprio fittizi a quanto pare, ma così sfuggenti che l’unico modo per definirli è “inafferrabili”. Probabilmente chiamate VoIP, una soluzione chic per celare la propria identità e sfuggire a telefoni fissi o cellulari. Nulla di meno misterioso.

Dalla gola del chiamante si dice sia scaturito un accento straniero – perché ci piace complicare le cose: una sfumatura d’internazionalità nel dispetto. Chi indaga si spinge a ipotizzare che non fosse abitante del Bel Paese; dettagli inutili ma affascinanti. Non è stato possibile stabilire se fosse un uomo o una donna, perché evidentemente l’anonimato è il vero protagonista. Ah, e nessuno finora ha avuto la brillante idea di prendersi la responsabilità dell’allarme telefonico. Classico.

L’evacuazione

Appurata la portata catastrofica dell’informazione ricevuta, si è dato il via alle operazioni di sgombero del Tribunale. Sul posto si sono precipitate le forze dell’ordine, armate di volanti luccicanti della Polizia e le iconiche “gazzelle” del nucleo radiomobile dei Carabinieri. Come ciliegina sulla torta: tre mezzi dei vigili del fuoco e l’inesorabile 118 a fare presenza. Le udienze? Sospese. Il personale? Educatamente accompagnato fuori dal palazzo. La scena perfetta per un thriller giudiziario.

Le operazioni di evacuazione si sono concluse con successo intorno alle 10.30. Nel frattempo, gli specialisti degli artificieri di Polizia e Carabinieri hanno perlustrato ogni singolo angolo, piano per piano, in cerca di quell’ordigno fantasma che nessuno ha trovato.

L’incredibile déjà-vu

Ma attenzione a non farci prendere per ingenui: il dubbio che la plaga del Tribunale sia una calamita per false emergenze esplosive non è una novità. L’ultimo allarme bomba risale, neanche a dirlo, al 10 luglio del 2025. Stavolta il colpo di scena riguardava una valigia “sospetta” parcheggiata con nonchalance all’esterno del palazzo di giustizia.

Come da manuale, un artificiere dotato di robot è intervenuto per rimuoverla, trattandola come se fosse un pacco dono post-nucleare da spostare altrove per una più serenamente noiosa analisi tecnica. Risultato? La valigia si è rivelata vuota. L’allarme, ovviamente, è stato prontamente archiviato insieme alle tante speranze di qualche dramma carico di suspense.

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