Eurodeputati fanno gli eroi a favore delle banche centrali indipendenti proprio quando il mondo va a fuoco

Eurodeputati fanno gli eroi a favore delle banche centrali indipendenti proprio quando il mondo va a fuoco
La Banca Centrale Europea (BCE) è tanto indipendente quanto una star del rock a un concerto di beneficenza: deve mantenere la sua autorevolezza nella lotta per la stabilità dei prezzi, ma attenzione, non può fare tutto da sola come un genio solitario in uno scantinato economico.

In pratica, il Parlamento europeo ci tiene a precisare che la BCE deve avere carta bianca per le decisioni, senza intromissioni politiche, ma al tempo stesso deve rendere conto a qualcuno, perché la trasparenza ormai è di moda persino nelle scontate certezze monetarie. Un equilibrio delicato, quasi come una dieta che è permesso sgarrare solo un po’.

Per di più, si fa ampio riferimento alla solidarietà tra la BCE e le altre banche centrali mondiali, con un applauso speciale rivolto alla potente Federal Reserve degli Stati Uniti, lasciando intendere che nei tempi turbolenti è bello magari tenersi per mano, al di là delle militanze sovrane.

Contanti e criptovalute: amore e odio in salsa digitale

Si parla anche dell’euro digitale, la nuova chimera tecnologica necessaria per rafforzare la sovranità monetaria europea, un modo per combattere la frammentazione nei pagamenti al dettaglio e per proteggere la tanto agognata integrità e resilienza del mercato unico.

Tuttavia, non dimentichiamoci del buon vecchio contante, che deve rimanere vivo e vegeto, perché altrimenti rischiamo che il re sia nudo: la digitalizzazione sfrenata dei pagamenti, lasciata in mano esclusivamente a soggetti privati e cresciuti fuori dall’UE, potrebbe generare nuove forme di esclusione sociale e commerciale. E attenzione alle criptovalute: la BCE è chiamata a tenere d’occhio questo “mostro” digitale, perché i rischi non mancano.

Inflazione: quel brutto scherzo che non passa mai

Qui si scende nel vivo della critica. Il rapporto sostiene – a sorpresa – che la BCE avrebbe dovuto far cadere l’inflazione molto più velocemente durante l’ondata di prezzi elevati degli ultimi tempi. Insomma, la lentezza nel far tornare la stabilità è stata così clamorosa da richiedere una bella riflessione sulle cause profonde di questa “testardaggine” inflazionistica. Bravo Parlamento, più occhi aperti non guastano mai.

Non basta: si sottolinea amaramente come il caro vita stia divorando i bilanci domestici, in particolare per le famiglie meno abbienti. Un invito a non scherzare troppo con le politiche monetarie, che devono restare prudenti e legate ai dati, sempre con l’obiettivo sacro di tenere a bada i prezzi. Pochi scossoni, perché altrimenti sai che casino.

Un addio frettoloso ai trucchi monetari? Non proprio

La difesa dell’indipendenza BCE non impedisce però una stoccata alle sue misure “non convenzionali”, come l’acquisto massivo di titoli di stato, accusate di distorcere i mercati e di far andare tutto un po’ a rilento. Nel mirino anche il fatto che dalla crisi finanziaria del 2008 in poi, i prestiti a breve termine della BCE abbiano sostituito gran parte del credito interbancario privato. Che divertimento!