Ero al lancio della Ferrari Luce EV prima che scoppiasse il putiferio: ecco cosa nessuno vi ha detto

Ero al lancio della Ferrari Luce EV prima che scoppiasse il putiferio: ecco cosa nessuno vi ha detto

La mitica Ferrari ha finalmente svelato la sua Luce elettrica, un evento tanto atteso quanto blindato, andato in scena nell’affascinante cornice della Vela di Calatrava, quel gioiellino architettonico che si erge nella “Città dello Sport” di Roma, a maggio 2026. Una rivelazione da 550.000 euro che ha lasciato un’impronta indelebile soprattutto nei portafogli degli azionisti, visto che il titolo della casa di Maranello ha subito un tonfo dell’8% il giorno dopo la presentazione. Benvenuti nel glorioso mondo delle rivoluzioni epocali che puzzano di flop già annunciato.

L’invito per partecipare alla presentazione di questo capolavoro hi-tech è arrivato circa sei settimane fa, ma guai a scattare qualche foto in libertà: i responsabili della sicurezza hanno fatto la loro parte, bloccando i telefoni per evitare qualsiasi scatto non autorizzato di quella che si prometteva essere l’inizio di una nuova era per Ferrari. Naturalmente la segretezza esasperata e quelle luci studiatissime creavano solo più curiosità, un cliché ben noto nelle produzioni hollywoodiane da cui la situazione non era così distante.

Il lunedì sera, un esercito di ospiti – compreso il sottoscritto – è stato convogliato in silenziose navette scure, scortate dalla polizia, per arrivare al quartier generale sportivo di Calatrava fuori città. I cellulari e i laptop sono stati meticolosamente incollati con adesivi anti-fotocamera, e controllati più volte per evitare occultamenti di qualche microchip fotografico clandestino. Insomma, l’atmosfera solenne voleva sottolineare l’importanza del momento: cinque anni di lavoro per partorire l’ambitissima Luce.

Sotto una struttura che più che una nave sembrava l’ossatura di una balena arenata, venivano ammirati alcuni dettagli del veicolo: la piattaforma modulare, i sedili e altre componenti già mostrate in passato, incluso il tocco magico dell’ex guru del design della Apple, Jony Ive. Una combinazione che avrebbe dovuto rassicurare anche i due piloti di punta, Lewis Hamilton e Charles Leclerc, immortalati in un video spensierato che però non ha fatto che alimentare il mistero sull’aspetto della Luce.

Finalmente, dopo un’agonia durata un’ora, fa il suo ingresso trionfale la star della serata: la Luce – sì, vero significato italiano “luce”, ma anche un pallido tentativo di illuminare una gamma sempre più incerta – sfreccia in scena scintillante in cinque varianti cromatiche diverse. Naturalmente, l’evento musicale non poteva mancare: un DJ ha finalmente permesso agli ospiti di avvicinarsi e scrutare lo strano oggetto di design che in qualche maniera dovrebbe incarnare il mito del Cavallino Rampante.

Mi sono anche beccato il lusso di sedermi dentro questa prima Ferrari a cinque posti – una novità assoluta per il marchio – e ho ritrovato un interno spazioso con un profumo di pelle così pregiata che potrebbe praticamente sostituire il profumo di un concessionario di lusso. L’arredamento, in un insolito e raffinato color cammello, non faceva che accentuare il senso di un lusso quasi minimalista.

Ma ahimè, la festa si è interrotta bruscamente il mattino dopo: il titolo Ferrari ha subito una caduta libera dell’8%, mentre la rete si è subito riempita di critiche feroci, meme caustici e perfino video generati dall’intelligenza artificiale di un piangente Enzo Ferrari, il fondatore, probabilmente in preda a un infarto postumo.

Non che Ferrari abbia mai preteso di presentare qualcosa di tradizionale: già il CEO Benedetto Vigna aveva annunciato che, con la nuova tecnologia alla base della Luce, il design non poteva che essere differente. Come ha saggiamente spiegato:

Benedetto Vigna said:

“Quando si introduce una nuova tecnologia, bisogna assicurarsi che questa venga adeguatamente rappresentata nel design. Quindi il design deve essere diverso.”

Peccato che molti vedano questo minimalismo ispirato all’iPhone come una bestemmia estetica rispetto al DNA grintoso e muscoloso di Ferrari. La cosa è così divisiva che è diventata un vero caso nazionale con politologi e opinionisti in piena lotta dialettica.

L’influente ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha affidato a X (ex Twitter) la sua bocciatura:

“Elettrica, esageratamente costosa (550mila euro!) e, dal punto di vista estetico, parla da sola. Sembra tutto tranne che una macchina del Cavallino Rampante. Questa dovrebbe essere ‘innovazione’? Chissà cosa direbbe Enzo Ferrari…”

Anche Luca Cordero di Montezemolo, ex presidente di Ferrari, ha contribuito al dramma mediatico con un’affermazione che sembra più una sentenza:

“Questo modello rischia di distruggere un mito… Almeno, è sicuramente un’auto che i cinesi non copieranno.”

Per chi pensasse a un flop totale, c’è sempre la prova papale: con un tempismo da manuale, dopo il tracollo in borsa, è arrivato persino un comunicato ufficiale con Papa Leone a bordo della Luce, quasi a rinnovare una benedizione divina sull’iniziativa, o forse solo a sdrammatizzare il naufragio commerciale.

Il Futuro Elettrico di Ferrari: Una Lucente Speranza o Solo un Bagliore Effimero?

Gli analisti di Bernstein sembrano gli unici felici nel loro mondo di sogni cinematografici, ispirandosi al cult movie “Field of Dreams” con la loro massima da manuale: “Se Ferrari costruisce l’auto, i clienti arriveranno”. E così continuano a sostenere che la Luce, tra appassionati, collezionisti e neofiti, si ritaglierebbe uno spazio ben consolidato nella gamma di Ferrari. Che consolazione.

Quindi tenete a bada i vostri cavalli, signori, perché forse in fondo al tunnel della rivoluzione elettrica c’è veramente una “Luce” per il mito di Ferrari. O almeno un debole bagliore di speranza, circondato da un mare di ironia e qualche lacrima.

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