Il povero principe Andrea, fresco fresco di arresto e coinvolgimento nello scandalo Epstein, è stato prontamente spogliato di tutti i suoi titoli reali e incarichi ufficiali – giustamente – ma, attenzione, rimane in ottava posizione nella successione al trono. Dietro a William e ai suoi tre pargoli, e dietro a Harry e ai suoi due figli, il fratello più sfortunato di Carlo resiste come una gomma da masticare attaccata a una suola.
Come se l’esilio da titoli e doveri reali fosse un’ammenda più che un’esclusione, Andrea si trova ancora lì, sospeso in una specie di limbo ereditario che solo la burocrazia e la monarchia stessa sanno come gestire senza farsi sbranare dai gossip.
Magia delle alchimie legislative: rimuovere Andrea dallo scettro – pardon, dalla linea di successione – non è un’impresa da poco. Serve una legge nuova, votata in Parlamento. Ah, ma non finisce qui! Serve anche l’assenso del re – che “non si oppone” ma probabilmente preferirebbe starsene a guardare dalla poltrona –, e udite udite, il consenso di tutti i 14 Paesi del Commonwealth. Certo, nulla di complicato, solo una formalità che coinvolge nazioni come Australia e Canada, di cui il nostro Re Carlo è capo di Stato.
Un mistero da risolvere tra abusi e poteri reali
Nel frattempo, Andrea non si lascia mancare neanche il titolo di consigliere di Stato – per chi non lo sapesse, quello che può sostituire il re “se magari è malato o in vacanza all’estero”. Un vero privilegio, specialmente per un membro della famiglia che ha appena perso titoli e onori… roba da leccarsi i baffi. Chissà se qualche ministro osa chiedergli di “fare il re” adesso.
Inoltre, alcuni squisiti esponenti del governo londinese, come l’intramontabile ministro della Difesa Luke Pollard, hanno ben pensato di alludere (senza dire niente) a possibili interventi legislativi per evitare che Andrea possa mai salire sul trono. Che eroismo! Peccato solo che nessuna decisione verrà presa prima che finiscano integre tutte le indagini: una pausa caffè da secoli, quindi.
Nel frattempo, la polizia non si è lasciata scoraggiare ed è intenzionata a continuare le perquisizioni nella vecchia e venerabile residenza di Andrea, la Royal Lodge, persino nei fine settimana. Poco importa se è il fine settimana, l’inchiesta non dorme – si sa, la verità non si prende neanche un giorno libero. È tutto molto elegante, come un reality show di altissimo livello.
Insomma, un intrigo da regina Elisabetta poteva farlo meglio, ma questo soap reale sta comunque regalando momenti di grande spettacolo e, soprattutto, di sana sana ironia sulla solidità e i valori della monarchia contemporanea. Nell’attesa che il Parlamento si metta a legiferare su chi può o non può salire al trono, possiamo solo prepararci ad altri colpi di scena di questa saga incredibilmente… reale.



