Un elemento cardine – ma stranamente nascosto sotto il tappeto dai media – degli immancabili Epstein files è la supermodella Naomi Campbell, la cui presenza è attestata in ben 230 documenti degli ultimissimi rilasci. Sorprendentemente, Naomi non è catalogata né come procacciatrice di ragazzine né come “co-cospiratrice” di Epstein. Eppure, il suo ruolo emerge come inquietantemente cruciale sul palcoscenico politico internazionale, piazzandosi al vertice di quel triangolo amoroso assai scomodo che unisce Cremlino, Epstein e Trump. Collega mille fili invisibili, intrecciati in una ragnatela così fitta da far pensare che definirli coincidenze sia un atto di ottimismo suicida.
Già dagli anni Novanta, Naomi Campbell ha tessuto relazioni con più di qualche miliardario russo, direttamente o tramite figure collegate al misterioso FSB, la famigerata agenzia di intelligence russa. Il giornalista bielorusso Dzmitry Halko ha pazientemente ricostruito questa matassa oscura all’interno dei files. Una volta entrata nell’orbita di Epstein e Ghislaine Maxwell, la modella ha intrapreso una storia con Umar Dzhabrailov. Ed ecco che, guarda caso, Dzhabrailov compare nei contatti mail di Epstein fin dal 2001, con un silenzio documentale fino al 2010, segno evidente di una relazione stabile ma riservata, incarnata nell’arte sottile di evitare il digitale troppo esposto.
Umar Dzhabrailov non è certo un nome da cartolina: miliardario ceceno dalla reputazione forse altrettanto discutibile, ha legami docuemtati e persino imbarazzanti con lo Stato russo. In altre parole, un personaggio da copertina perfetto per un romanzo di spionaggio – o un thriller politico con sfumature horror.
Il misterioso passatempo “romantico” della supermodella
Gli anni passano, ma Naomi Campbell non perde colpi: inizia una nuova relazione con il miliardario russo Vladislav Doronin, il quale, come per magia, entra nella cerchia di Epstein con una frequenza impressionante. I files lo incastrano benissimo: è proprio lui il factotum che organizza uno dei famigerati viaggi di Epstein in Russia.
E non è finita qui. Naomi – più che una donna, un vero e proprio brand – si presta a intrusioni politiche di un livello imbarazzante. Ad esempio, arriva addirittura a intervistare Vladimir Putin in un curioso esercizio di servilismo diplomatico. Successivamente, è lei a presentare Epstein a Dasha Zhukova, allora sposata con Roman Abramovich e padrona di una galleria d’arte a New York, ovviamente finanziata dal ricchissimo Abramovich e frequentata regolarmente da Epstein stesso.
Il tutto mentre Svetlana Pozhidaeva, l’assistente russa di Epstein e diplomata nelle scuole d’élite del potere moscovita, invia una mail a una ragazzina terrorizzata da voci e accuse di pedofilia collegate a Epstein, confortandola con un gioiello di razionalizzazione:
«Non ha nemmeno bisogno di te, vuole solo aiutarti. Pensi davvero che persone come Naomi sarebbero amiche con lui se fosse il mostro che i media dipingono?»
Quindi, secondo questa raffinata logica, tutto sarebbe una campagna mediatica talmente ben congegnata che perfino chi frequenta Epstein ride di tutto questo affannarsi di stampa e opinione pubblica. Una narrativa perfetta per rivoluzionare il concetto di “scandalo”: se il nemico è così “in” e “top secret”, il colpevole deve per forza essere innocente – o almeno così sperano.
Non contenti, i files aprono scenari inquietanti che poco hanno a che vedere con la semplice mondanità: test di eugenetica, schiavitù sessuale e oscure dinamiche di potere si intrecciano in un gioco di società elite che sfugge al controllo e qualsiasi parvenza di legalità.
Il quadro che emerge è un club esclusivo, dove il potere si fonde con il crimine, e dove Naomi Campbell, lungi dall’essere una semplice modella, diventa la figura simbolo di una rete intricata di interessi geopolitici e affari loschi. Forte di un sorriso impeccabile e una rete di relazioni da sobbalzare anche il più disinibito degli sceneggiatori hollywoodiani, si muove agile nel teatro del potere globale, lasciando dietro di sé una scia di domande scomode.



