Ep today sforna l’ennesima perla dal Parlamento Europeo che nessuno ha chiesto

Ep today sforna l’ennesima perla dal Parlamento Europeo che nessuno ha chiesto

Ah, la saga del secolo: Donald Trump e la sua accanita idea di comprare la Groenlandia, come se fosse una qualsiasi villa sul mare in vendita su Zillow. Il Parlamento Europeo, con un senso di sovranità che fa quasi tenerezza, si è affrettato a bocciare questa brillante proposta americana. Dopotutto, come si osa pensare che un territorio così strategico possa essere preso come un qualsiasi souvenir da negozietto di souvenir? Le nazioni europee hanno subito messo in chiaro che la sovranità, la coesione della NATO e la sicurezza transatlantica non sono roba da barattare con dollari. E non si parla nemmeno di mettere bocca: qualunque decisione sul destino della Groenlandia spetta solamente a Danimarca e Groenlandia stessa. Come dire: caro Trump, fai pure il mercante altrove.

Non lontano da lì, Nicola Christodoulides, presidente della Repubblica di Cipro, ha deciso di mettere le mani avanti presentando con enfasi le priorità del semestre di presidenza del Consiglio UE. Per non farci mancare niente, dopo questa magna opera di presentazione, seguirà un conciliabolo con eurodeputati e il commissario Costas Kadis. E ovviamente un bel press briefing presidenziale, perché, si sa, la politica europea si nutre di chiacchiere formali e comunicati da foto a effetto.

Nel frattempo, in un’altra parte del palazzo, si vota una roba che prevede un mega prestito da 90 miliardi di euro all’eroica Ucraina. Ma non a tutti i membri UE piace questa storia: ad esempio Cechia, Ungheria e Slovacchia sono rimaste fuori dal coro. Forse stanno ancora cercando di capire come mai il loro no sia considerato così poco democratico. Se i parlamentari metteranno il timbro oggi, la sostanza vera arriverà mercoledì. Poi, tra un voto e l’altro, si parlerà anche del futuro finanziamento dell’Ucraina nel 2026 e 2027, perché mica vogliamo finire la magica festa dei soldi in anticipo.

Passando a un’altra deliziosa tragedia, alle 16 si discuterà della repressione brutale in Iran, dove le forze di sicurezza rispondono con foga alle proteste nazionali. Come se bastasse una risoluzione europea per smorzare gli spari veri. Ovviamente, il voto sul documento sarà giovedì, giusto in tempo per farci sentire buoni prima del weekend.

Successivamente, a partire dalle 17, sul tavolo si porrà anche il “problema” Venezuela, dopo il rocambolesco trasferimento a gatto selvaggio di Nicolás Maduro da parte di soldati statunitensi. Il dibattito con la solita dose di appelli per una transizione politica democratica e pacifica sarà un’altra occasione per sfoggiare la bocca piena di democrazia, mentre il paese lentamente affonda nel caos.

Naturalmente, gli eurodeputati non si dimenticano dei loro cittadini: alle 14 è previsto un tête-à-tête per discutere (non senza un pizzico di sorpresa) sui diritti dei passeggeri aerei. I paladini del trasporto sostenibile guideranno la discussione su come proteggere i diritti dei viaggiatori, soprattutto da quei malefici imprevisti come ritardi, cancellazioni e tassa-patate dell’aeroporto. La votazione finale tradurrà queste chiacchiere in un documento più o meno vincolante domani, anche per soddisfare la stampa e giustificare il lavoro svolto.

Intelligenza artificiale, deepfake e sfruttamento sessuale: il teatro dell’assurdo digitale

Alle 9 in punto, prima di entrare nel vortice politico della giornata, ci sarà il dibattito fulmineo su come arginare i malefici deepfake creati dall’onnipresente intelligenza artificiale. Perché sì, la tecnologia evolve e crea nuovi rischi, come contenuti sessuali illeciti prodotti artificialmente nei social network. Ovviamente, l’Unione Europea è qui per salvare la faccia e disciplinare questa giungla digitale, grazie anche agli interventi di esperti della sicurezza tecnologica, perché prevenire è meglio che inseguire—o almeno così si crede.

Politica estera e difesa nel mirino

Per chiudere in bellezza, verso le 18, il Parlamento si intratterrà ponendo sotto la lente la politica estera, di sicurezza e difesa dell’Unione nel 2025. Un documento, una bozza, o un sogno utopico di come dovrebbe essere messa in pratica questa roba, che sarà votato il giorno dopo, perché come sempre di decisioni serie si deve parlare in un secondo momento, lontano da occhi indiscreti.

Il menù politico delle votazioni

A mezzogiorno, grande pranzo democratico con votazioni che spaziano come al solito dal serio al fantastico. Tra i temi: la gestione delle scorte critiche di medicinali, perché da qualche parte bisogna pure cominciare a prevenire le catastrofi da carenza farmaci.

Ci sarà poi la tanto attesa iniziativa legislativa per una nuova cornice normativa dedicata alle aziende innovative, un regolamento dal nome tamarro come “28° regime”: non si sa se per stile o per necessità burocratica.

Non mancherà il rapporto a propria iniziativa dedicato all’aiuto umanitario, giusto in tempo per ricordare che siamo in mezzo a una “policrisi”, tanto per usare una parola altisonante e fare più colpo.

Infine, la grande riforma dell’Atto elettorale europeo, per spianare finalmente i soliti ostacoli burocratici che impediscono una cosa tanto semplice quanto democratica: votare senza problemi.

E ovviamente, come la ciliegina sulla torta, risoluzioni lampo per condannare l’omicidio di Mehdi Kessaci e per lanciare l’ennesimo, urgente appello europeo contro il traffico di droga. Perché senza questi momenti di altissima politica, che senso avrebbe passare ore in aula?

Insomma, seguire la plenaria da casa potrebbe essere divertente quasi quanto un museo delle cere: molto movimento ma poca sostanza, almeno fino al prossimo tweet destinato a incendiare il dibattito.

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