Ah, l’elogio delle buone intenzioni europee e americane all’insegna del libero scambio e della trasparenza: si parte puntuali come un orologio svizzero, alle 9.00, con l’incontro tra i deputati europei e il commissario Valdis Dombrovskis. Al centro dell’“affascinante” dialogo due proposte legislative che dovrebbero concretizzare l’accordo di Turnberry del luglio 2025 con gli Stati Uniti. Questo illustre patto – che suona tanto come un’utopia commerciale – promette di cancellare la maggior parte dei dazi sulle merci industriali e agricole USA. Ma non temete, se Washington decidesse di disattendere gli impegni, il testo ha pensato a qualche clausola salvagente per proteggere gli interessi della nostra cara Europa. Naturalmente, tutto questo sarà votato alle 11:00, prima della tappa immancabile della conferenza stampa del relatore Bernd Lange, un altro gioiellino della politica europea, alle 13:00.
Regole semplificate sull’intelligenza artificiale e, udite udite, il bando dei sistemi di nudificazione
Alle 11.00, in concomitanza con il voto sulle tariffe, il Parlamento si prepara a sancire la sua posizione negoziale su una proposta della Commissione che, guarda caso, vuole rinviare alcune regole per i sistemi di intelligenza artificiale ad alto rischio. In un raro atto di chiarezza, si propone di fissare date certe, affinché le imprese non si ritrovino a navigare nel mare magnum dell’incertezza legale. Ma non è tutto oro quel che luccica: arriva anche il bando – decisamente epocale – sugli AI capaci di generare o manipolare immagini sessualmente esplicite, per proteggere la nostra santa dignità digitale. Non vorremmo rovinarci la “privacy” con nuvole di nudificazione automatiche, giusto? Puro zuccherino per chiunque si interessi a una tecnologia dai confini morali ancora più sfumati del solito.
Politica dei rimpatri: quando l’Europa diventa meno accogliente
A seguire, alle 11.00, si deciderà se dare il via alle negoziazioni con gli Stati membri per riformare la politica europea dei rimpatri. Un copione più duro della soap opera più amara: si vorrebbe imporre nuovi obblighi ai cittadini non UE per collaborare con le autorità sui rimpatri, aumentare fino a 24 mesi (e in casi eccezionali anche di più, perché ogni scusa è buona) la detenzione preventiva e – ciliegina sulla torta – l’uso di hub per i rimpatri fuori dall’Unione. Per non sorprendersi del solito corale dissenso da parte di almeno tre gruppi politici, che hanno alzato un dito indignato contro questa apertura di trattative interistituzionali. Per carità, solidarietà ante omnia, ma la coerenza è un optional, no?
Inquinamento idrico: ora non si scherza più (o forse sì?)
Alle 11.00, subito dopo, il Parlamento si cimenterà nell’approvazione di nuove misure epocali per la riduzione dell’inquinamento delle acque sotterranee e superficiali, con l’obiettivo di migliorare gli standard qualitativi in tutta Europa. Guarda un po’, tra le tante “cose di cui tenere conto” troviamo finalmente le sostanze PFAS – quelle famigerate “sostanze per sempre” che sembrano non voler lasciare più nessun anfratto del nostro pianeta – oltre a una sobria attenzione a microplastiche e indicatori di resistenza antimicrobica. Certo, sarebbe bello se queste meravigliose linee guida avessero davvero il potere di fermare un disastro che si propaga da decenni, ma senza le solite sanzioni o risorse aggiuntive, tanto vale iniziare a contare le gocce.
Global Gateway: la missione impossibile anti Cina
Alle 10.00, più o meno, i deputati e il commissario per le partnership internazionali Jozef Síkela si addentreranno nel favoloso universo dei 300 miliardi di euro dell’iniziativa Global Gateway. Un nome altisonante per il tentativo europeo di replicare – o almeno di rivaleggiare – con la famigerata “Belt and Road Initiative” cinese. Il progetto di relazione su cui si voterà alle 11.00 vorrebbe una trasparenza totale sulla provenienza dei fondi e addirittura un’indagine sulle presunte appartenenze di aziende cinesi coinvolte nei progetti finanziati. Nessun sospetto, ovviamente: sono soltanto quelle dolci, innocenti sfaccettature di un diplomatico gioco di interessi globali. Ma sì, trasparenza, investigazione e sicurezza, tanto per non farsi mancare nulla.
In breve: abusi, banche e anticorruzione, perché farla semplice?
Ovviamente non potevano mancare i fuochi d’artificio del giorno. Si voterà sull’estensione della deroga alla privacy fino al 3 aprile 2026, per permettere – aggrappatevi – il rilevamento volontario dei materiali di abuso sessuale sui minori online. Un pasticcio normativo che ha passato più negoziazioni interistituzionali che un reality show. Poi, alle 11, si passerà alle nuove regole sulle crisi bancarie, approvate dopo mesi di battibecchi con il Consiglio, per assicurare un accesso ordinato al mercato per più banche. Immancabile il capitolo anticorruzione: nuove norme più severe su sanzioni penali e non, appese al voto per rendere l’UE la nuova frontiera della “legalità”. E infine, una piccola parentesi di solidarietà europea dedicata ai lavoratori licenziati in Austria e Belgio, con l’attivazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione, un fondo che praticamente funziona come un’aspirapolvere per assorbire le briciole di crisi varie.
Le votazioni dell’11.00: un calendario da Oscar
Alle 11.00 si susseguiranno a ritmo serrato votazioni su una serie di argomenti apparentemente lontani ma, in vero, perfettamente intrecciati nel grande circo della politica europea: dalla raccomandazione sulla convenzione ONU sugli effetti internazionali delle vendite giudiziarie di navi, passando per un accordo UE-Libano sulla cooperazione scientifica e tecnologica, fino alle restrizioni tariffarie nell’accordo UE-Cina. E non poteva mancare il capitolo immunità, con richieste di rinuncia a carico di due parlamentari piuttosto chiacchierati, Grzegorz Braun e Nikos Pappas, che sicuramente faranno discutere come sempre.
Naturalmente, tutta la magia del voto in plenaria può essere seguita in diretta sul sito ufficiale del Parlamento Europeo e tramite i soliti flussi video, perché nulla sfugge al monitoraggio democratico – o alla sua approssimazione.



