Ep oggi rivoluziona il parlamento europeo: roba da non credere

Ep oggi rivoluziona il parlamento europeo: roba da non credere

È prevista una votazione a mezzogiorno che approverà un pacchetto di aiuti finanziari per Ucraina da parte dei parlamentari europei. Il pacchetto consiste in un prestito di sostegno da 90 miliardi di euro, accompagnato da una serie di modifiche al cosiddetto EU Ukraine Facility e a un emendamento del quadro finanziario pluriennale 2021-2027 dell’UE, che permette di usare il margine finanziario come garanzia per il prestito e di gestire i costi correlati al servizio del debito. Insomma, tutto un gioco di prestigio contabile per far sembrare sostenibile ciò che, evidentemente, non lo è affatto.

Come ciliegina sulla torta, la giornata comincia alle 9:00 con un dibattito sulla necessità di un’azione urgente per rivitalizzare la competitività dell’UE, approfondire il mercato unico e – memorable! – ridurre il costo della vita. Ospiti d’onore della discussione: Ursula von der Leyen, presidente della Commissione, e Marilena Raouna, vice ministro cipriota per gli Affari Europei. I deputati europei sfrutteranno l’occasione per dispensare priorità bellamente scritte e invitanti per trasformare i consueti rapporti di proposta (in realtà bestseller del procrastinare) in chissà quale realtà futuribile.

Nel pomeriggio, attorno alle 14:00, si passerà a un argomento di altrettanta leggerezza: lo Stato di diritto, i diritti fondamentali e il fantomatico abuso di fondi europei in Slovacchia. Con un tandem che vede sul palco ancora la signora Raouna da Cipro e il commissario Michael McGrath, i parlamentari non vedono l’ora di lanciare l’allarme sul bizzarro gesto della Slovacchia che ha pensato bene di abolire l’Ufficio per la Protezione degli Informatori, una mossa già bollata come completamente incompatibile con la direttiva europea per i whistleblower. Un piccolo dettaglio democratico, che però adesso rimane solo una bella parola vuota, come spesso accade.

Intorno alle 16:00, l’azienda sociale in personam prende il sopravvento con una disquisizione sulla prossima strategia anti-povertà della Commissione, guidata dalla commissaria Roxana Mînzatu, responsabile per i diritti sociali, le competenze, l’occupazione di qualità e la preparazione delle masse all’inevitabile precarietà. Vestitevi di aspettative, perché il giorno seguente è previsto il voto sul rapporto, magari preceduto da una conferenza stampa mattutina ricca di promesse e slogan rassicuranti circa il “futuro migliore” – che altro non sarà che l’ennesima recita circense.

Il resto della giornata in pillole

Non dimentichiamo il voto di mezzogiorno su un rapporto di iniziativa propria in materia di partenariati strategici per la difesa e la sicurezza dell’UE – quello sì che farà tremare i polsi dei veri attori internazionali, o forse no. Tra l’altro, sembra che il Parlamento europeo voglia fare i conti con la violenza di Stato a Minneapolis. Richiesto dal gruppo S&D, questo dibattito tematizzato con la presenza del commissario Kostas Kadis inizierà appena passate le votazioni, verso le 13:00. Per chi si fosse stancato, la serata promette un altro spettacolo con un confronto con la commissaria Marta Kos sui casi intricati di diritti umani, democrazia e Stato di diritto in paesi che sembrano usciti da incubi geopolitici: dall’Uganda post-elettorale e le minacce al leader d’opposizione Bobi Wine, a repressioni sistemiche e detenzioni arbitrarie in Iran, fino alle espulsioni mirate di giornalisti e cristiani stranieri in Turchia sotto pretesti di sicurezza nazionale. I relativi voti arriveranno domani, giusto per ricordarci che tutto questo “urgenza” continua a essere una passerella infinita.

Perché votare davvero?

Alle 12:00, infine, dopo tutta questa trafila illuminante, il Parlamento voterà su un paio di decisioni di chicca: la mobilitazione del Fondo di adeguamento alla globalizzazione per i lavoratori tagliati fuori dopo la chiusura della fabbrica Audi a Bruxelles (eh sì, da quelle parti qualche posto in meno non fa mai notizia) e un rapporto intermedio sull’accordo di associazione con i microscopici principesche o repubbliche di Andorra e San Marino. L’attualità europea al suo massimo splendore.

Per chi proprio non avesse abbastanza, la plenaria viene trasmessa in diretta streaming, così da permettere a tutti di perdersi nei gioielli della democrazia mediata digitale. Con l’eccellente abilità di mescolare chiacchiere e votazioni, resterete incantati da questo melodramma istituzionale che, nonostante tutto, si ostina a chiamarsi “lavoro per l’Europa”.

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