«Siamo partiti in 110». Eh già, i superstiti raccontano come se fossero stati in un hotel cinque stelle, ma la realtà è ben diversa. Solo 32 di loro sono finiti a molo Favarolo, Lampedusa, dopo un tuffo non proprio volontario nelle acque della SAR libica. A quanto pare, circa ottanta persone hanno trasformato quel loro viaggio in una terribile nuotata, annegando prima che la motovedetta Cp327 della guardia costiera, assistita dalle «affidabili» navi a vela Ievoli Grey e Saavedra Tide, potesse riacciuffarli.
Una folla di pakistani, bengalesi ed egiziani, tutti a bordo di un barcone che sembrava più una barchetta da spiaggia, lungo tra i 12 e i 15 metri, partito da Tripoli – capitale della sicurezza e del rispetto umano per eccellenza – è stata trovata a galleggiare in mezzo al Mediterraneo. Il povero natante si è rovesciato, come un calzino dopo il bucato, lasciando quei disperati in acqua per un tempo lunghissimo prima dell’arrivo dei soccorsi.
Le foto dall’alto, scattate al momento dell’allarme, immortalano il momento esatto del naufragio. Un quadro tanto bello quanto straziante, da cartolina postata involontariamente sui nostri cuori ormai anestetizzati.



