Elon Musk e l’Europa: il disastro annunciato che nessuno sa più come fermare

Elon Musk e l’Europa: il disastro annunciato che nessuno sa più come fermare

Ah, Tesla in Europa: un sogno che si sgretola mese dopo mese ormai da più di un anno. Le vendite a gennaio sono calate per la tredicesima volta consecutiva, scendendo a un dignitoso – o meglio, indecoroso – 17% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Le immatricolazioni di nuove auto elettriche targate Tesla hanno toccato la magra quota di 8.075 unità, una cifra che fa davvero onore al monopolio dell’innovazione tanto osannato da Elon Musk. Nel frattempo, la sua fetta di mercato in Europa – tra Unione Europea, Regno Unito, Svizzera, Norvegia e Islanda – è scivolata miseramente allo 0,8%, giù dall’1% di gennaio 2025.

«Un esordio d’anno assolutamente «molto debole»», commenta con raffinata diplomazia Rico Luman, economista senior di settore presso la banca olandese ING. L’immagine glamour di Tesla, che ormai pare più un vecchio film in bianco e nero, ha subito un crollo vertiginoso. Nel frattempo, il mercato europeo offre una gamma più ampia e accessibile di veicoli elettrici, grazie a concorrenti come BYD, MG e ZEEKR. E Tesla? Ferma a guardare, senza proporre nuovi modelli.

Interessante notare come la grande scommessa di Musk sull’autonomia di guida lasci a desiderare almeno quanto la capacità di rinnovare la gamma. Non solo: la piazza europea è attualmente invasa da prime generazioni di Tesla usate, rimandate sul mercato dopo leasing di 4-6 anni, un detail che ha fatto sprofondare i prezzi dell’usato. Quindi, se volete una Tesla a buon mercato, benvenuti nell’occasione imperdibile.

Ma le difficoltà di Tesla in Europa non si limitano a mera concorrenza o modelli vecchi. C’è tutto un corteggiamento sbagliato con la politica americana e uno stillicidio di scandali che stendono un’ombra pesante sul marchio. Non dimentichiamo la generosa spesa di quasi 300 milioni di dollari di Musk per aiutare a rieleggere il controverso presidente Donald Trump, e la conseguente campagna di proteste alle concessionarie Tesla in Europa. Amore a prima vista, poi gelosie e battibecchi sui social con l’ex presidente che sembrano aver chiuso questa fiascante storia d’affari.

Nel frattempo, le azioni Tesla si trascinano in premarket con un modesto -0,5%, confermando un anno finora -11%. Un’attesa standing ovation per la rinascita che tarda ad arrivare.

Il miracolo cinese e la cavalcata trionfale di BYD

Non tutta Europa è vittima della crisi Tesla. Il gigante cinese BYD continua la sua inarrestabile scalata, con immatricolazioni schizzate del 165% a gennaio, toccando la sorprendente cifra di 18.242 nuove auto elettriche vendute. E la fetta di mercato? Raddoppiata in un batter d’occhio all’1,9%, pazzesco se si considera che solo dodici mesi fa si aggirava attorno allo 0,7%. Certo, il muro tariffario degli Stati Uniti, con tariffe del 100% sui veicoli elettrici cinesi, li tiene lontani dal mercato americano, ma in Europa si fanno largo a colpi di numeri che renderebbero nervoso chiunque.

«Il problema principale per Tesla e i produttori europei è il vantaggio insormontabile di costo di cinesi come BYD», spiega Michael Field, stratega azionario di Morningstar. «La domanda di fondo è: questo trend persisterà? Purtroppo sì, almeno per i prossimi cinque anni, perché i costi del lavoro in Cina rimangono strutturalmente più bassi». Seppur con qualche lumicino di speranza, le case europee e Tesla stanno apprendendo la lezione, riducendo lentamente il divario nei costi di batteria e produzione auto, e provando ad ammaliare con modelli più economici.

Il mercato europeo tra decrescita e boom elettrico

Nel complesso, gennaio ha registrato una flessione del 3,5% nelle vendite di auto nell’Unione Europea, Regno Unito e paesi EFTA, con un totale di 961.382 veicoli. La benzina prende una batosta pari al 26% in meno rispetto allo scorso anno, ma naturalmente la “bontà” gliela regalano i nuovi e amati motori ecosostenibili. Le elettriche pure (+14%), ibride plug-in (+32%) e ibride tradizionali (+6%) si fanno largo, tenendo ben saldo il timone del cambiamento climatico, anche se con qualche dubbio sugli interessi che muovono il mercato.

Siamo SEMPRE qui ad ascoltarvi.

Vuoi segnalarci qualcosa? CONTATTACI.

Aspettiamo i vostri commenti sul GRUPPO DI TELEGRAM!