Ecco perché ormai tutti dovrebbero attivare la modalità aereo senza discutere quando volano

Ecco perché ormai tutti dovrebbero attivare la modalità aereo senza discutere quando volano

Tutti conosciamo a memoria la solita filastrocca: “Per favore, assicuratevi che i sedili siano in posizione verticale, i tavolini ripiegati, le tendine alzate, i computer portatili riposti negli scomparti superiori e i dispositivi elettronici impostati in modalità aereo.”

Le prime quattro richieste, diciamo, hanno un senso: alzare le tendine per verificare eventuali emergenze, ripiegare i tavolini e rimettere i sedili in verticale per permettere evasioni lampo dall’uscita, e mettere via i laptop perché, in caso di catastrofe, potrebbero tranquillamente trasformarsi in micidiali proiettili vaganti. Fin qui, tutto nella norma.

E poi arriva la chicca: mettere i cellulari in modalità aereo per non provocare guai all’aereo. O no? Beh, dipende da chi vi racconta la storia.

La navigazione e comunicazione aerea si basa, immaginate un po’, su servizi radio coordinati da decenni per limitare qualsiasi interferenza. Siamo nel 2024, ma la tecnologia digitale utilizzata oggi è migliaia di volte più avanzata dei sistemi analogici anni ‘60, eppure circola il mito che i nostri innocui dispositivi personali possano generare interferenze elettromagnetiche fatali.

Ironia della sorte, già nel 1992 l’ente federale americano per l’aviazione (FAA) insieme a Boeing hanno condotto uno studio indipendente per verificare se i dispositivi elettronici creassero problemi durante i voli, scoperta shock: nessun problema rilevato nelle fasi di volo non critiche (quindi sì a bordo ma non durante decollo e atterraggio, che sono le “sacre” fasi critiche).

Nel frattempo, la Federal Communications Commission americana ha pensato bene di assegnare bande di frequenza differenti per telefoni, navigazione aerea e comunicazioni aeree, così da evitare fastidiosi bisticci radio. L’Europa, magnanima, ha concesso l’uso dei dispositivi elettronici accesi sin dal 2014. Ma allora, perché il divieto persiste?

Ah, il vero diabolico nemico non sembra essere l’aereo stesso, ma la terra sotto di noi. Le reti wireless, infatti, sono collegate tra loro da una lunga catena di torri per garantire la copertura a terra. Se tutti i passeggeri in volo utilizzassero i cellulari, queste reti si saturerebbero in un istante. Considerate che nel 2021, appena il 50% del traffico passeggeri del 2019, si è toccata quota 2,2 miliardi di voli. Quindi sì, i gestori telefonici hanno un punto da difendere, la saturazione immaginata non è fantascienza.

E come se non bastasse, benvenuti nell’era del 5G, la tecnologia tanto desiderata per la sua velocità ma che ha scatenato un’ondata di panico nel settore dell’aviazione. Perché? Beh, la larghezza di banda per le frequenze radio è limitata e il 5G si ritrova incredibilmente vicino alla banda riservata all’aviazione, rischiando di intralciare i sistemi di navigazione, specialmente nelle fasi delicate di atterraggio vicino agli aeroporti.

Un paradosso ben orchestrato

Ci troviamo davanti a un gran bello spettacolo di incoerenza: da un lato, ricerche che certificano l’innocuità degli apparecchi elettronici a bordo in fase di crociera; dall’altro, un sistema di regole che si ostina a tenerli spenti soprattutto per proteggere… il funzionamento delle reti a terra. Insomma, non si usa il cellulare in volo non perché possa far schiantare l’aereo di là dal parabrezza, ma perché gli operatori telefonici non vogliono vedersi sforati i limiti di traffico dati sotto le torri.

Il bello è che, per anni, le compagnie aeree hanno mantenuto la trappola spiccando regole rigide, chiedendo di spegnere tutto, minacciando sanzioni e invocando la sicurezza, mentre invece il vero interesse sembra molto più terra-terra (o meglio, porta-torri).

Inoltre, il timore per le interferenze causate dal 5G è tutto tranne che unanimemente condiviso dagli esperti di tecnologia: molte analisi indipendenti hanno mostrato che i sistemi di aviazione sono di gran lunga più sofisticati e in grado di tollerare disturbi marginali ben superiori a quelli generati da un telefonino. Ma si sa, nel mondo dell’aviazione, il buon senso non è mai il passeggero più presente.

Insomma, la prossima volta che vi chiederanno di spegnere il telefono al volo, sorridete: siete protagonisti di un grande gioco di potere tra compagnie aeree, interessi delle telecomunicazioni e, soprattutto, una buona dose di ipocrisia tecnologica degna di un thriller di serie B.

Che sorpresa del secolo: gli esecutivi delle compagnie aeree sono terrorizzati dal tuo innocuo telefonino 5G. Sì, proprio quel coso che usi per postare foto delle tue vacanze o mandare messaggi inutili. Pare che in Australia e Stati Uniti si siano accorti che il 5G potrebbe creare problemi alla sicurezza aerea, mentre in Europa, come al solito, tutto procede senza intoppi. Ma, sai com’è, per sicurezza è meglio limitare l’uso dei cellulari in volo finché non si decide cosa fare di questa invenzione miracolosa.

Ormai quasi tutte le compagnie aeree si vantano di offrire Wi-Fi in volo: c’è chi ti fa pagare, chi te lo regala come se fosse il panino al prosciutto. La tecnologia è così avanzata che, in teoria, potresti organizzarti una chiamata video con gli amici o con il tuo capo direttamente a diecimila metri d’altezza. Fantastico, vero?

Durante un volo recente, ho chiesto a una hostess cosa ne pensasse dell’uso dei telefoni in volo. La sua risposta è epica: dover aspettare che tutti abbiano finito la telefonata prima di poter offrire loro da bere o qualcosa da mangiare, è una bella rottura di scatole. Pensateci: su un aereo con più di duecento persone, il servizio di bordo diventerebbe una missione infinita se tutti si mettessero a chiacchierare al cellulare.

Il problema, però, non è solo la lentezza nel servizio. La vera tragedia è immaginare la scena: oltre duecento persone su un aereo, tutte che parlano contemporaneamente al telefono. Perché, oltre al solito “air rage” – quella fantastica sindrome in cui i passeggeri perdono la testa – il via libera ai cellulari potrebbe essere il detonatore perfetto di una cacofonia infernale, un vero tormento per il silenzio e la pace a bordo.

Le aggressioni a bordo sono ormai routine – si va dal non rispettare le regole più basilari, tipo allacciare la cintura, fino alle liti verbali e fisiche con altri passeggeri o con l’equipaggio. Insomma, un vero spettacolo, come un reality show aereo che nessuno ha mai richiesto.

Per concludere: usare il telefono in volo non mette in pericolo il funzionamento dell’aereo (ancora per poco, chissà). Ma la gente delle cabine preferirebbe servire tutti senza dover aspettare che ogni passeggero chiuda la sua chiacchierata. Servire duecento persone non è una passeggiata, e il cellulare non aiuta certo.

Ah, poi c’è la ciliegina sulla torta: il 5G sta iniziando a invadere le frequenze radio usate dai sistemi di navigazione degli aerei. Sì, proprio quei sistemi che aiutano gli aerei ad atterrare senza finire in pericolo mortale. Servono ancora studi approfonditi per capire bene se questa tecnologia giocherà brutti scherzi durante le fasi più critiche del volo – perché, let’s be real, i decolli sono opzionali, ma gli atterraggi no, caro lettore.

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