Ecco la giornata nazionale dei pompieri: finalmente un motivo per festeggiare il caos che amano domare

Ecco la giornata nazionale dei pompieri: finalmente un motivo per festeggiare il caos che amano domare

Ovviamente anche a Milano si è svolta la sfarzosa prima festa nazionale dei vigili del fuoco, nella suggestiva cornice del comando di via Procaccini. Una celebrazione istituita nel 2025 per festeggiare l’87° anniversario di quel glorioso Corpo, nato in un’epoca che oggi chiameremmo “preistorica”.

Presenze di riguardo? Beh, c’erano il neo comandante milanese Mauro Caciolai, fresco di nomina dallo scorso febbraio, il prefetto Claudio Sgaraglia, l’assessore regionale alla Sicurezza Romano La Russa, e per il Comune, l’assessore alla Mobilità Arianna Censi. Un cast di tutto rispetto per un evento che, a quanto pare, mancava all’appello da troppo tempo.

Mauro Caciolai non ha perso occasione per sottolineare il carattere epocale della giornata:

“Oggi celebriamo la nascita del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, risalente al 27 febbraio 1939. È una ricorrenza che ci unifica finalmente su tutto il territorio nazionale, perché prima di allora esistevano vigili del fuoco sì, ma con nomi diversi, divise diverse, un’organizzazione del tutto diversa e – non meno importante – altre mansioni, visto che provenivano dall’Italia divisa dell’Ottocento.”

La cerimonia: tra musichette e encomi

Dopo l’esibizione d’ufficio con l’inno di Mameli, si è passati al momento solenne: la commemorazione dei vigili caduti in servizio, rigorosamente all’insegna del rispetto. Subito dopo, spazio agli encomi, perché premiare è fondamentale: niente dice “grazie” come un attestato incorniciato da consegnare ai gloriosi soccorritori.

A margine, non poteva mancare la solita riflessione “illuminante” del comandante Caciolai riguardo alle recenti vicende di Crans Montana. Non si parla di incendi o soccorsi, ma della complicatissima gestione delle cosiddette attività di pubblico spettacolo.

Mauro Caciolai ha spiegato con evidente passione:

“Abbiamo fatto una profonda riflessione interna sullo status giuridico e operativo delle manifestazioni pubbliche in Italia. Ci troviamo spesso a interfacciarci con prefettura e questura, nella vana impresa di limitare spettacoli improvvisati e attività illecite che sembrano sfuggire a qualsivoglia regola. Una vera partita a scacchi con eventi che si moltiplicano senza controllo.”

Insomma, tra celebrazioni solenni e patetici tentativi di regolamentare il caos delle feste clandestine, il Corpo nazionale dei vigili del fuoco si presenta come un’istituzione pronta a festeggiare se stessa, con la speranza che un giorno la complessità della società italiana gliene lasci il tempo.

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