Ecco il capolavoro burocratico: come saltellare tra perdite fiscali e ricavi esentasse secondo l’atto di indirizzo del 22 dicembre 2025

Ecco il capolavoro burocratico: come saltellare tra perdite fiscali e ricavi esentasse secondo l’atto di indirizzo del 22 dicembre 2025

Nonostante una certa volontà di risparmio, la deduzione delle spese sembra andare a farsi benedire quando si parla di contributi particolari. Pensavate che quei contributi fossero una manna per ammortizzare le perdite fiscali? E invece no, perché, per quanto si voglia essere fiscali, le norme fanno campagna elettorale a discapito della vostra contabilità.

Se poi vi mettete a sbirciare l’articolo 84 del TUIR, scoprirete che l’ammontare delle perdite fiscali riportabili fa il bizzarro: ignora completamente quei contributi che, magari, avevate sperato potessero lenire il vostro disastro economico. Insomma, la deduzione delle spese e i loro allegati negativi vi fanno il classico scherzetto, lasciandovi con un pugno di mosche e una bella perdita da piangere nei bilanci.

E non è che possiamo sperare in un trattamento di favore, perché la questione è ben precisa: questi contributi non hanno alcun effetto sull’importo delle perdite da riportare, a meno che le norme che li istituiscono non dichiarino il contrario. Ovviamente, questo è rarissimo, quindi preparatevi a vivere la realtà con il sorriso amaro di chi sa che le perdite rimangono, con o senza contributi.

In poche parole, se volevate un aiuto concreto nel calcolo delle perdite fiscali grazie a quei benefattori contributivi, sappiate che avete sbagliato speranza. Giocate pure a fare i conti, ma il risultato sarà impietoso: le regole del gioco sono scritte, e sono quelle che fanno perdere mentre voi continuate a pagare.

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