“Tra i trenta illustri relatori presenti oggi qui, c’è anche il candidato sindaco di Forza Italia”. Questa perla di saggezza ci viene dalla presidente della Consulta nazionale di Forza Italia, Letizia Moratti, in occasione del convegno “Milano, una storia che riparte. Visioni per una metropoli che unisce, crea e guida”. Perché, si sa, non c’è niente di più serio e autorevole che convocare tutta la crème universitaria per parlare del futuro della città.
L’evento si è tenuto sabato, con la sapiente regia proprio di Moratti e della senatrice Stefania Craxi, impegnate a costruire il famoso “tavolo Milano” in vista delle Comunali 2027. Tra gli illustri “guru” seduti al tavolo spiccavano la rettrice dell’Università Statale, Marina Brambilla; quella del Politecnico, Donatella Sciuto; gli ex rettori Ferruccio Resta e Giovanna Iannantuoni. Nel pomeriggio, degni di nota anche la presenza della rettrice dell’Università Cattolica, Elena Beccalli, e l’intramontabile imprenditore farmaceutico Sergio Dompé. A fare da cornice, il tocco degli “ex sindaci”: oltre a Moratti stessa, c’era pure Gabriele Albertini. Insomma, il gotha dell’“innovazione” milanese.
Il solito esperimento del “candidato civico”
Forza Italia insiste – sorprendentemente – su un candidato civico, come se quella parola magica fosse la panacea di tutti i mali. Moratti ci tiene a far sapere che:
“Oggi parte un laboratorio di riflessione sulla città che vogliamo. Una città capace di crescere senza escludere nessuno, di innovare mantenendo la propria tradizione, di coniugare pubblico e privato. Una città che tenga insieme tutte le dimensioni, culturali, sociali ed economiche. Grazie all’ascolto e agli illustri relatori, ci prepariamo anche al percorso elettorale”.
Praticamente, la fiera dell’anti-specificità: tutti vogliono tutto, ma nessuno si schioda dal proprio nicchietto. Intanto, il tanto decantato “candidato civico” sembra più un fantasma da convocare solo quando fa comodo.
Stefania Craxi e l’eterna indecisione
A margine dell’evento, Stefania Craxi, presidente della Commissione Affari Esteri al Senato, si spertica in assicurazioni rassicuranti:
“Non ci faremo trovare impreparati, stiamo già lavorando”,
Per poi aggiungere, con quell’entusiasmo infallibile di chi non ha idea di cosa stia facendo:
“Vediamo. Sarebbe meglio avere una persona con energia, visione, volontà di futuro e di conquista. Il cantiere è aperto ed è al lavoro, partiamo dalle idee, più che dal nome del candidato”.
In altre parole: stiamo a prenderci in giro, ma facciamo finta di costruire qualcosa. Il “cantiere” è aperto, ma non si vede ancora nemmeno il cartello con scritto “lavori in corso”.
I rettori e l’arte della smentita preventiva
Non passando inosservati, i rettori ed ex rettori milanesi provano a sganciarsi dall’idea di essere la solita copertura civica. L’ex gran capo della Bicocca e della Crui, Giovanna Iannantuoni, si affretta a rimarcare:
“Quando si parla di Milano ci sono sempre, sono pure andata all’evento di Maran”.
Un modo gentile per dire: “Io ci sono per la figura della cittadina impegnata, mica per fare il sindaco”. Marina Brambilla, rettrice della Statale, non sta certo a guardare e dichiara con orgoglio il suo alibi d’acciaio:
“Io fino al 2030 sarò rettrice della Statale”.
Con piglio simile si sfilano dalle pole position anche l’ex rettrice della Bocconi, Gianmario Verona, e naturalmente l’ex rettore del Politecnico, Ferruccio Resta. Quest’ultimo, attualmente alla guida della Fondazione Politecnico di Milano e del Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile (MOST), risponde ai giornalisti con ammirevole diplomazia quando sollevano la sua candidatura – ormai un classico del totoministri milanese, anche grazie al benedetto sostegno di Matteo Salvini:
“Io continuo a lavorare per Milano, ma la mia attività si concentra sulla mobilità sostenibile attraverso il Centro Nazionale della Mobilità e la Fondazione Politecnico di Milano che stanno facendo grandi cose”.
Tradotto: “Grazie, ma no grazie. I giochi sono già fatti, io sto bene dove sto”. E così la partita del “civico” rimane il classico spot pubblicitario, senza un vero protagonista.



