Gli scettici che pensavano che quel 3 luglio del 2001 al bar della stazione di Cuneo fosse apparso un sosia del divo hollywoodiano furono prontamente smentiti dal diretto interessato. L’attore, ospite di Fabio Fazio a «Che tempo che fa» su Rai3, confermò candidamente: «Girando l’Italia in moto sono stato sulle Dolomiti, a Napoli e a Cuneo». Davvero una versione on the road che lascia poco spazio alla fantasia, no?
Quel precedente su due ruote risale a un quarto di secolo fa, ma l’amore tra Cuneo, la sua provincia (nota affettuosamente come la Granda) e George Clooney sembra destinato a durare. Oggi il divo sarà protagonista al palasport della città, dove si presenterà davanti a tremila studenti con la missione – mica da poco – di discutere di talento e diritti, ospite della sempre generosa Fondazione Crc. Straordinario, vero? L’uomo del jet set che viaggia su Harley Davidson oggi si fa paladino dell’etica, mentre ieri faceva strage di panini e gelati nel bar di Cuneo.
Ah, conveniamo che questa storia vale almeno due chiacchiere. Ieri, infatti, Clooney è stato avvistato in centro città, comodamente sistemato nel dehors dell’hotel Lovera, dove ha gentilmente posato per qualche foto con i titolari dell’albergo: Giorgio Chiesa, che vanta un’amicizia ventennale con la star, e la moglie Stefania, padrona di casa di questo gioiellino nel cuore storico di Cuneo. Mi raccomando, niente clamore, siamo sempre nel cuore discreto della provincia italiana…
Il ricordo nostalgico delle bariste del 2001
Torniamo al 2001, perché c’è sempre un tuffo al cuore nel leggere certe storie. Allora La Stampa pubblicò una foto del divo con la titolare e le bariste del locale cuneese dove quell’episodio ebbe luogo. Peccato che quel bar abbia chiuso i battenti, ma il ricordo resta impresso nella memoria di chi c’era. La titolare, Lucia Rabbia, raccontava, quasi incredula, di quel gruppo di sei motociclisti con Harley Davidson, arrivati come una piccola invasione americana sulle strade piemontesi.
Parcheggiate le moto davanti al bar, Clooney fu il primo a farsi avanti. «Lo riconobbi all’istante – confessò Lucia –, ma non ci volevo credere. Così presi coraggio e gli chiesi: “Are you George Clooney?” e lui, sorridendo, rispose: “Yes, I am”.» I sei gentiluomini ordinarono panini, patatine, Coca-Cola e gelati di crema e limone, consumandoli con la disinvoltura di chi è abituato ai riflettori ma sa anche apprezzare un momento di normalità.
Fortunatamente, il giorno prima, Lucia aveva riempito la macchina fotografica: peccato però che fossero le 12 e il bar era vuoto, quindi nessuno si offrì di scattare una foto. Fortunatamente un ferroviere entrò in scena e fece la magia. Dopo appena mezz’ora il gruppo ripartì verso il Colle di Tenda, diretto a Montecarlo, lasciando dietro di sé una scia di meraviglia.
Non pago della fama improvvisa conquistata, Clooney ebbe anche il galateo di lasciare una mancia elegante: «50 mila lire per le ragazze», disse mentre il bar sembrava quasi evaporare nelle nostre estasiate visioni. Qualcuno potrebbe chiamarla generosità, altri una mossa studiata a tavolino. Fatto sta che la leggenda della star in moto a Cuneo è viva e vegeta, una bella favola norditaliana pronta a rinnovarsi con un protagonista d’eccezione.



