Ah, la democrazia europea: quel gioiello fragile e prezioso che ogni tanto qualcuno sembra voler sabotare a colpi di algoritmi. Stavolta, la questione è bollente e riguarda i famosi “sistemi di raccomandazione” delle grandi piattaforme online. Sì, proprio quegli algoritmi che, invece di consigliarti un nuovo libro o film, si occupano soprattutto di amplificare disinformazione e propaganda straniera, mettendo in dubbio la salute stessa del nostro amato processo democratico. Una vera delizia per chi ama vedere come le manipolazioni digitali possano rivoluzionare – con scarsissima eleganza – il discorso civico e gli esiti elettorali.
Insomma, i deputati al Parlamento Europeo stanno per alzare la voce, con un’interrogazione orale rivolta al Commissario per la Democrazia Michael McGrath. Che dire, la domanda è semplice: “Ma questi algoritmi giganti ci stanno fregando o no?” Il dibattito, per sheer coincidence, parte alle 10 del mattino, perché nulla dice “democrazia” come mettersi a discutere proprio mentre tutti scappano a pranzo.
La regola del diritto e l’Ue (tanto cara, quanto fraintesa)
Passiamo a un altro capolavoro di burocrazia continentale: il nobile e tanto decantato meccanismo di condizionalità dello stato di diritto, ideato per evitare che le violazioni del diritto stesso mettano a rischio il bilancio europeo. Dopo quasi cinque anni di discussioni su quanto e come applicarlo – magari solo per darsi un tono – i nostri eurodeputati si preparano a votare una bozza di relazione che propone, udite udite, di rendere più facile attivare questo meccanismo, aumentare la trasparenza e migliorare la protezione dei beneficiari finali dei fondi europei. Che virtuosismo nel riconoscere che il gioco delle regole non è poi così semplice quando ci sono soldi di mezzo.
L’entusiasmo per questa votazione è palpabile, con l’assistenza telefonica allarmante di esperti come Janis Krastins e Eszter Zalán, pronti a intervenire al minimo segnale di opacità nel sistema di controllo del budget UE. Grande spettacolo di trasparenza burocratica, con la promessa implicita che, questa volta, si farà sul serio. Speriamo.
Trent’anni di Dayton: applausi e commemorazioni
Non poteva mancare la celebrazione del trentennale dell’Accordo di Dayton, quello che miracolosamente mise fine a una guerra lunga e sanguinosa in Bosnia. Il tutto sarà onorato con un elegante dibattito a Parigi – luogo perfetto per ricordare una trattativa che ha portato la pace, appunto – con la partecipazione del solito Commissioner Michael McGrath. Un’occasione perfetta per rievocare la gloria passata e ignorare, ovviamente, tutti i problemi che ancora affliggono i Balcani.
Attacchi ai lavoratori umanitari e giornalisti: un problema in ascesa
Per chi ama le tragedie in tempo reale, non mancherà il dibattito sulle violenze crescenti nei confronti di operatori umanitari e giornalisti. Da non perdere: una seduta plenaria lastricata di domande tormentose e risposte diplomatiche, proprio come si conviene quando si discute di un argomento che riguarda la sicurezza globale, senza però fare granché. Appuntamento alle 15. Si spera che gli interventi siano più efficaci delle note ufficiali.
Voti decisivi, o quasi
A mezzogiorno, pronti al triplice fischio, i deputati indosseranno la toga dell’arbitro e voteranno su una serie di temi scottanti e dall’ovvia importanza. Tra questi spicca una risoluzione contro gli incessanti attacchi ibridi della Bielorussia verso la Lituania – sicuramente un piccolo dettaglio nei grandi scacchi geopolitici.
Non mancheranno nemmeno le contestazioni alle assurdità giudiziarie in Azerbaigian, con l’arresto e la condanna discutibili di accademici come Bahruz Samadov e Igbal Abilov. Nel frattempo, il dramma del sequestro di massa di bambini in Nigeria – compresi quelli della scuola cattolica di St Mary’s a Papiri – sarà protagonista di un altro dibattito, così come la grave situazione politica nella turbolenta Guinea-Bissau, appena sconvolta da un colpo di stato a fine novembre. Più che un consiglio, sembrano una serie di lamentele in salsa europarlamentare.
Tra gli altri agoni, ci sarà spazio anche per un rapporto sulla decarbonizzazione e modernizzazione della pesca europea. Una promessa verde che ci fa sospirare, mentre qualcuno vota anche l’ingresso di un nuovo membro nel consiglio direttivo dell’Autorità contro il riciclaggio di denaro (AMLA). Insomma, proprio tutto.
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