Due fratelli che conquistano entrambi almeno una medaglia alle Olimpiadi nella stessa edizione: roba da far girare la testa a qualsiasi clan sportivo. E non è tutto, perché nella famiglia degli sloveni Prevc ben quattro su cinque fratelli possono vantare almeno un alloro olimpico, individuale o a squadre. Parliamo di una dinastia, non di una semplice famiglia, un vero colosso del salto con gli sci che fa impallidire qualsiasi altra storia sportiva. A meno che non parliamo dei Cochran, la celebre famiglia statunitense dello sci alpino, indubbiamente meno dominante, con quattro fratelli in nazionale negli anni Sessanta e Settanta, più una seconda generazione e il 34enne Ryan Cochran-Siegle, fresco argento olimpico nel SuperG. Ma dai, nessuno arriva lontano dai Prevc.
Sabato scorso, la 20enne Nika Prevc ha messo al collo un argento dal trampolino di Predazzo, subito seguito da un oro nella competizione a squadre con il fratello Domen. E non è finita: nuove medaglie potrebbero arrivare dal trampolino grande oggi e domani, e persino dal Super Team Event maschile di lunedì. Insomma, non è solo una questione di Olimpiadi: questi due fratelli, dominatori assoluti della Coppa del Mondo di salto, non lasciano scampo agli avversari.
Come se non bastasse, detengono entrambi il record di volo più lungo con gli sci: Domen con 254,50 metri e Nika con 236 metri, praticamente due volte e mezza la lunghezza di un campo di calcio. Una performance mai vista nella storia di questo sport, ovviamente frutto di un mix magico di DNA atletico e del fiuto geniale del programma sloveno di sviluppo per giovani talenti.
Tutto però va riconosciuto ai genitori, papà Bozidar (per tutti “Dare”), mobiliere e arbitro internazionale di salto, e mamma Julijana, libraia. Una famiglia semplice di origine Kranj, ora residente a Dolenja Vas, un tranquillo villaggio sopra Lubiana, giusto a una ventina di chilometri dal confine. Papà Dare, pur essendo arbitro, non ha mai schiacciato i figli costringendoli a volare dal trampolino, ma ha invece avuto la brillante idea di insegnar loro a eccellere in qualsiasi campo avessero scelto.
Il primo a prendere il volo tra le dolci colline di casa è stato Peter, oggi 33enne e ormai fuori dai giochi agonistici. Negli anni 2010 è stato il più grande saltatore sloveno di tutti i tempi, con una collezione di successi da far invidia: quattro medaglie olimpiche, cinque titoli mondiali, una Coppa del Mondo generale, tre World Cup di volo e persino un Torneo dei Quattro trampolini vinti. Un vero eroe nazionale, il tipo di mito sportivo che in Slovenia si stima allo stesso livello di Tadej Pogačar nel ciclismo o Luka Dončić nel basket.
Ma la gloria non si è fermata con Peter. Il fratello Cene ha seguito le orme sportive, diventando un comico stand-up oggi quasi trentenne, con una modestia da fare invidia considerato il suo numero limitato di podi in Coppa del Mondo e un bronzo olimpico a Pechino 2022, sempre in squadra con Peter. Poi sono arrivati i veri “cannibali” della famiglia: Domen e Nika, autentici Icaro dei tempi moderni, ma con gli sci al posto delle ali.
Se domani Domen dovesse finalmente vincere l’oro individuale olimpico, entrerebbe nella leggenda come il secondo saltatore nella storia, dopo il finlandese Matti Nykänen, a realizzare il Grande Slam del salto: campionato del mondo di salto, mondiale di volo, Coppa del Mondo generale, Torneo dei Quattro trampolini e oro olimpico. Insomma, non un record da poco.
Anche Nika non scherza: attualmente vestita con il pettorale giallo di leader del circuito e quasi pronta a conquistare la sua seconda Coppa del Mondo consecutiva. Se ci riuscisse, stabilirebbe un altro impareggiabile primato: quale altra famiglia può vantare un fratello e una sorella che vincono nella stessa stagione le rispettive Coppe del Mondo? Semplicemente nessuna.
Dopo la recente medaglia d’oro a squadre, Nika ha rilasciato una dichiarazione che definire retorica sarebbe poco:
«I miei sogni d’infanzia si stanno realizzando. Questa è la medaglia che desideravo di più. Dividerla con mio fratello Domen è qualcosa di ancora più speciale.»
Ma non è finita: se domani dovesse conquistare l’oro olimpico sul trampolino grande, diventerebbe la saltatrice più vincente della storia, appaiata alla norvegese Maren Lundby. Diciamocelo, una famiglia che regala cotanta magnificenza sportiva è roba da documentari e letture assidue di almanacchi.
L’unica a non aver deciso di seguire le orme degli sci è la più piccola, Ema, 17 anni, studentessa, appassionata di musica e libri. Per bocca del fratello Cene, che ha un umorismo tagliente quanto la sua carriera sportiva, arriva il verdetto sul suo poco interesse verso lo sci: «È l’unica intelligente della famiglia.»



