Ecco chi non verrà mai più beccato: addio ai cartelli con i nomi dei responsabili del cantiere, così è più facile nascondere la verità

Ecco chi non verrà mai più beccato: addio ai cartelli con i nomi dei responsabili del cantiere, così è più facile nascondere la verità
via Calvino 9. Dopo la solita indagine urbanistica meneghina che ha stracciato i sogni di cemento, sono scomparsi persino i cartelli del cantiere, quelli che solitamente raccontano la favola dei progettisti, costruttori e tempi di consegna mai rispettati. Ora il sito giace nel più totale abbandono, grido muto del fallimento di un progetto che doveva rivoluzionare il paesaggio.

Varallore srl, firmato dall’architetto Alessandro Scandurra, ora protagonista involontario degli atti dell’inchiesta sulla gestione edilizia di Milano. Una storia di eccellenza italiana: grandi ambizioni, promesse megagalattiche e ovviamente, un risultato da far piangere qualsiasi speranza nel progresso urbano.

I protagonisti della protesta? Piero Oldani, abitante sfiduciato di via Calvino, e Alberto Arosio, consigliere amaro del Municipio 8. Hanno dovuto ricorrere al solito rituale delle richieste formali al Comune, perché – sorpresa! – nessuno sembrava avere la minima idea di che fine avrebbe fatto quella voragine. Oldani e Arosio spiegano chiaramente: “Già dall’inizio avevamo puntato il dito contro questo scempio. Solo disagi, polvere che entra ovunque e degrado inchiodato al quartiere come un’etichetta appiccicata male”.

E ora, che il Comune ha finalmente revocato la concessione a costruire, scaturita proprio dall’inchiesta urbanistica, come ringraziamento i costruttori se ne sono andati via togliendo anche l’unico cartello che illuminava l’ignaro passante sulle origini di questo fallimento: niente progettisti, niente responsabili, niente scadenze, niente investimenti. Spettacolare, no?

Ah, e non è finita qui: una cabina elettrica, per rigore e decoro, giace con la porta sfondata, i fili penzolanti come spaghetti al vento, gioia per chiunque abbia voglia di una shuffleball di rischi elettrici. Anche la sicurezza? Si è presa una lunga vacanza, evidentemente.

Oldani e Arosio, invece di scrivere poesie sulla degradazione, chiedono risposte vere al Comune su cosa si aspetta a trasformare il craterone in qualcosa di utile. Magari un parco, che a Milano, città pasionaria delle costruzioni alte e verdi trascurati, non guasterebbe vedere qualche centimetro quadrato di verde, dove far respirare chi non è destinato a vivere tra polvere e cemento armato fallito.

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