Ecco a voi i missili come colonna sonora quotidiana, perché vivere normale era troppo banale

Ecco a voi i missili come colonna sonora quotidiana, perché vivere normale era troppo banale
Stati Uniti e Israele contro l’ormai celebre Iran. Ma non è finita qui, perché da Teheran hanno deciso di allargare il giro, puntando il dito anche contro gli amici degli amici, cioè gli Stati vicini ritenuti compagni di merende degli avversari. In questa lista di ospiti indesiderati troviamo il Bahrein e gli azzimati Emirati Arabi Uniti.

Nel frattempo, a Dubai, la festa è quella di voli cancellati a raffica: l’aeroporto ha deciso di trasformarsi in un gigantesco parcheggio di aerei, bloccando diversi italiani che avevano scelto la città come transito o meta di vacanza. Tra le vittime euforiche di questo capolavoro logistico c’è anche la cantante milanese BigMama, che ha preso coraggio e ha fatto appello sui social con l’urgenza di chi vive un incubo degno di un film apocalittico.

Ecco le sue parole, che non usano certo mezzi termini:

“Ciao ragazzi, stasera vi chiedo di darci una mano, perché stiamo vivendo un vero incubo. Siamo tantissimi italiani in questa situazione, quindi vi prego di condividere, di ascoltare, di cercare di muovere tutte le forze possibili”.

Altro che spiagge paradisiache delle Maldive, BigMama racconta con la voce rotta dal panico il suo imprevisto viaggio:

“Stamattina sono partita dall’aeroporto di Malè (no, non vale la pena fare il tifo per le Maldive, è solo per far capire l’inizio della nostra odissea). Il volo è stato dirottato nel deserto, nei pressi di Dubai. Da lì ci hanno portati in un hotel, dove ora ci implorano di rimanere barricati e di prestare la massima attenzione”.

La tensione è palpabile, e la nostra eroina milanese non scherza affatto:

“Sentiamo i missili cadere praticamente sopra di noi. Io sono terrorizzata – racconta con sincerità disarmante BigMama –. Non siamo pochi: siamo una piccola folla di disperati in questa situazione. Vi prego, tenete gli occhi puntati su di noi. Io voglio solo tornare a casa, e vi supplico di far circolare questo messaggio. Non chiedo mai niente, ma adesso ho una paura che non si può raccontare”.

Quindi, cari amministratori della sicurezza globale, ecco una dolce scena: italiani bloccati a raccontare il loro terrore in un hotel a Dubai, mentre nel cielo imperversa un conflitto che promette più fuochi d’artificio di un Capodanno a New York. E voi, cittadini ignari, fate finta che sia tutto normale, che la pace mondiale sia solo un optional, e che le conseguenze umane siano un accessorio fastidioso come il traffico del mattino.

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