Dubai mette il consolato Usa nella polvere, o meglio, nelle fiamme grazie a un drone fuori controllo

Dubai mette il consolato Usa nella polvere, o meglio, nelle fiamme grazie a un drone fuori controllo

Un incendio si è improvvisamente manifestato nell’area del consolato degli Stati Uniti a Dubai, prontamente seguito da un attacco con un drone. Ovviamente, l’ufficio comunicazioni del governo degli Emirati Arabi Uniti si è affrettato a rassicurare il mondo, dichiarando che “le autorità hanno spento un piccolo incendio, senza vittime”. Quasi come se fosse un dettaglio trascurabile, tipo bruciare una candela in una stanza chiusa.

I video raccolti e geolocalizzati con precisione certosina dalla CNN mostrano però un’elegante colonna di fumo nero che si alza con fierezza sopra l’edificio del consolato, ben visibile da chilometri di distanza. Evidentemente, il piccolo incendio non era troppo piccolo per impressionare i passanti, ma giusto il necessario per una scenografia da film d’azione.

Un attacco che fa tanto “piccoli incidenti”

L’attacco con drone, definito piuttosto diplomaticamente “un piccolo incidente”, ha fatto riflettere più di qualche analista sulle capacità di sicurezza attorno agli edifici di rappresentanza diplomatica, anche in una città dall’immagine apparentemente sicura come Dubai. A quanto pare, però, anche questa volta si torna alla solita storia del “niente di grave, tutto sotto controllo”. Perché preoccuparsi se un drone riesce a mettere a ferro e fuoco un’area così sensibile?

Forse un telegiornale si sarà scordato di includere un filmato immortalato da qualcuno più sveglio, ma il fumo nero tende a parlare da solo. Una tinta così intensa difficilmente si ottiene con un banalissimo “piccolo incendio”. Ma, si sa, i soci di questo mondo amano minimizzare nel caso si parli di sicurezza americana all’estero—almeno finché non tocca a loro.