Poco dopo mezzanotte, la polizia di Stato, con la preziosa collaborazione del Comando provinciale dei vigili del fuoco – immancabili quando si tratta di controllare i fuochi d’artificio o i locali che dovrebbero essere a norma –, ha deciso di fare una visita al famigerato “Crystal Club” in via Francesco Caracciolo 10, a Lainate, provincia di Milano. Insomma, un posto che sulle carte era un innocuo bar, ma che di fatto si credeva un’arena notturna per giovani ribelli che, a quanto pare, adorano la musica techno a volume da concerto rock.
Gli agenti della Squadra amministrativa della divisione Pas (Polizia amministrativa e sociale) della questura di Milano, hanno scoperto che il locale, che aveva l’autorizzazione per fare i simpatici cocktail al bancone, invece, metteva in piedi una vera e propria discoteca. Dentro c’erano una bella folla di circa cento giovani, intenti a scatenarsi sotto le luci soffuse e l’impianto da dj, con musica techno che non lascia certo spazio alla conversazione civile.
Alla fine del simpatico controllo, il titolare del locale si è beccato una bella denuncia all’autorità giudiziaria: apertura abusiva di luogo di pubblico spettacolo o trattenimento, roba da far tremare i polsi, ex articolo 681 del codice penale.
Ma non è finita qui: il quadro delle infrazioni sulla sicurezza era talmente ricco che sembrava una cartolina delle peggiore trascuratezza. Una via di fuga ridotta a un’ancia da arredo, presa in ostaggio da tavoli e divani e, bontà loro, pure chiusa a chiave. L’illuminazione di emergenza? Sufficiente per un museo degli orrori, ma non per un locale affollato. Estintori? Evaporati nel nulla. Personale formato per prevenzione incendi? Una chimera. Planimetrie e piani di emergenza? Non pervenuti. Insomma, una serata di puro brivido senza le solite anticaglie di sicurezza.
E come se non bastasse, è venuto fuori che i ragazzi dietro al bancone a servire cibo e bevande non avevano neppure quei fastidiosi attestati di formazione che il legislatore impone – mica si mettono a fare cocktail e panini così a caso, no? – e oltretutto non risultavano neppure assunti regolarmente. Naturalmente, la notizia ha fatto volare un richiamo alla Direzione territoriale del lavoro, che dovrà prendersi cura di questa discrasia amministrativa.
Completa il quadro del disastro la mancata esposizione delle tabelle alcolemiche, l’assenza di apparecchi per misurare il tasso alcolemico e, ciliegina sulla torta, la carenza totale di cartellonistica sul divieto di fumo. Se questo è il nuovo modello di divertimento sicuro, brindiamo all’era in cui la sicurezza è un optional decorativo.
La festa si è bruscamente conclusa alle 2.30 del mattino, con una sospensione dell’attività fino a quando il locale non avrà ripristinato, a quanto pare con fatica, almeno le rudimentali condizioni di sicurezza previste dalla legge. E per il titolare una multa da circa 10mila euro, come ricordo indelebile di una serata sicuramente da dimenticare… se non altro per l’inaspettata lezione di buone pratiche burocratiche.



