Diritti umani calpestati ad Azerbaijan, Nigeria e Guinea Bissau: un déjà vu che fa solo schifo

Diritti umani calpestati ad Azerbaijan, Nigeria e Guinea Bissau: un déjà vu che fa solo schifo
Azerbaigian, quel faro di democrazia e diritti umani che tutti amiamo tanto: ecco come si inculcano i “valori” repressivi mascherandoli da sicurezza nazionale. Sta roba di mettere sotto processo i docenti universitari come Bahruz Samadov e Igbal Abilov, accusandoli magari di questioni più finte di uno show televisivo, è il nuovo capolavoro dell’autocrazia locale.

Gubad Ibadoghlu e Fazil Gasimov. Poi, come ciliegina sulla torta, la chicca dell’arresto di Ali Karimli, il paladino dell’opposizione, per il primo dicembre del 2025.

Azerbaigian venga legato a miglioramenti palpabili in materia di diritti umani, Stato di diritto e rispetto dei “valori UE”. Nella realtà, tra un voto e l’altro – 477 favorevoli, 7 contrari e 69 astenuti – ci si chiede quanto peso abbiano queste parole nel mondo reale.

La trucida presa di ostaggi nelle scuole nigeriane: piñata di bambini

Papiri, nello Stato di Niger. Un vero spettacolo di efficienza criminale, vero? Gli eurodeputati, con quella dolcezza che li contraddistingue, si sono affrettati a mostrare “solidarietà” verso le vittime e le loro famiglie. Non solo: con profondità di analisi degna dei migliori esperti di politica estera, notano che questi attacchi ripetuti hanno portato chiusure scolastiche di massa e negano il diritto all’istruzione a milioni di bambini.

Guinea-Bissau: colpo di stato e sceneggiata democratica

Guinea-Bissau ci regala sempre uno spettacolo da prima serata: il 26 novembre, appena dopo le “eleggibilissime” elezioni generali in cui la principale opposizione, il PAIGC, è stata semplicemente esclusa dalla competizione, l’esercito ha deciso di prendersi il suo momento di gloria con un colpo di stato più sgrammaticato di un tema delle medie.

Siamo SEMPRE qui ad ascoltarvi.

Vuoi segnalarci qualcosa? CONTATTACI.

Aspettiamo i vostri commenti sul GRUPPO DI TELEGRAM!