Diritti umani calpestati ad Azerbaijan, Nigeria e Guinea Bissau: un déjà vu che fa solo schifo
23 Dicembre 2025
Azerbaigian, quel faro di democrazia e diritti umani che tutti amiamo tanto: ecco come si inculcano i “valori” repressivi mascherandoli da sicurezza nazionale. Sta roba di mettere sotto processo i docenti universitari come Bahruz Samadov e Igbal Abilov, accusandoli magari di questioni più finte di uno show televisivo, è il nuovo capolavoro dell’autocrazia locale.
Gubad Ibadoghlu e Fazil Gasimov. Poi, come ciliegina sulla torta, la chicca dell’arresto di Ali Karimli, il paladino dell’opposizione, per il primo dicembre del 2025.
Azerbaigian venga legato a miglioramenti palpabili in materia di diritti umani, Stato di diritto e rispetto dei “valori UE”. Nella realtà, tra un voto e l’altro – 477 favorevoli, 7 contrari e 69 astenuti – ci si chiede quanto peso abbiano queste parole nel mondo reale.
La trucida presa di ostaggi nelle scuole nigeriane: piñata di bambini
Papiri, nello Stato di Niger. Un vero spettacolo di efficienza criminale, vero? Gli eurodeputati, con quella dolcezza che li contraddistingue, si sono affrettati a mostrare “solidarietà” verso le vittime e le loro famiglie. Non solo: con profondità di analisi degna dei migliori esperti di politica estera, notano che questi attacchi ripetuti hanno portato chiusure scolastiche di massa e negano il diritto all’istruzione a milioni di bambini.
Guinea-Bissau: colpo di stato e sceneggiata democratica
Guinea-Bissau ci regala sempre uno spettacolo da prima serata: il 26 novembre, appena dopo le “eleggibilissime” elezioni generali in cui la principale opposizione, il PAIGC, è stata semplicemente esclusa dalla competizione, l’esercito ha deciso di prendersi il suo momento di gloria con un colpo di stato più sgrammaticato di un tema delle medie.