DiMar Group salva il pianeta partendo dalla provincia di Viterbo, ovviamente con sguardo internazionale

DiMar Group salva il pianeta partendo dalla provincia di Viterbo, ovviamente con sguardo internazionale

Da qualche anonima provincia di Viterbo fino ai luoghi gloriosi dei mercati internazionali, la saga del nostro eroe imprenditoriale, Dimar Group, celebra l’epopea di un’azienda che ha fatto della qualità e della sostenibilità non solo un vessillo, ma una vera e propria macchina da guerra competitiva nel mondo scintillante del Made in Italy. Come da copione, certificazioni ambientali, il culto delle persone (sempre ricordate), il modernissimo efficientamento energetico, e quell’incredibile attaccamento al suolo natio sono i pilastri sacri di questa strategia aziendale che pare uscita da un manuale di etica, governance e innovazione. Insomma, sono quelli i capitoli più intensi del Bilancio di Sostenibilità che, con assoluta modestia, racconta la favola.

Ovviamente, tutto questo teatro viene splendidamente narrato da Yuri Gori, il guru della sostenibilità, compliance e sicurezza dell’azienda, che ci ha regalato la sua saggezza in un’intervista esclusiva per la ormai mitica “Vetrina della Sostenibilità”. Evento sponsorizzato da Unindustria e amichevolmente appoggiato dalla Camera di Commercio di Roma, perché nulla dice serietà come un bel patrocinio politico-economico.

Ecco svelato il segreto del successo: un impegno che non passa inosservato nella “Vetrina della Sostenibilità”, ovvero quel piccolo grande spazio riservato alle aziende che, con somma saggezza, vedono nella sostenibilità una colossale leva strategica per guadagnare punti nel gioco senza fine del vantaggio competitivo e della creazione di valore — magari anche sul lungo periodo, che fa tanto ecosistema e corporate responsibility.

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