Ecco il copione: partita al top per Di Gregorio, con un record di applausi allo Stadium per la parata sul rigore di Marin e il miracolo sul tap-in spagnolo. Il voto? Un generoso 8. Nel frattempo, il nostro ex titolare si siede in panchina, ripensando probabilmente a quanto sia facile perdere il ruolo con un calf-muscle che fa le bizze.
Nel frattempo, a centrocampo e in difesa c’è chi, seppur meno appariscente, non tradisce mai. Kalulu sforna una prestazione solida, oserei dire quasi impeccabile, meritandosi un voto dignitoso di 6,5, tra i pochi che non si lasciano travolgere dall’inconsistenza collettiva.
La sfida dello Stadium: una mezza passeggiata per la Juventus
La Juve si accontenta di un solo tempo per mettere al tappeto il Genoa, un’efficienza quasi irritante. Ora il Como è ad un punto di distanza, e qui scatta il panico per la tenuta atletica e tecnica di Vlahovic, perché senza di lui la situazione si fa già grottesca.
Andiamo con ordine: Bremer non sbaglia un tempismo, e in zona gol il suo tocco deviato apre la strada per il gol bianconero. Ma non illudiamoci: la sua ingenuità regala agli avversari un rigore che poteva complicare la festa. Voto? Un generoso 6,5, come se nulla fosse successo.
Dall’altra parte, Kelly si erge a torre invalicabile, preziosissimo per Bremer e nella difesa, senza neanche una sbavatura. Lo rating? Ovviamente 6,5, niente di più e niente di meno.
In mezzo al campo, Cambiaso è tra i più pimpanti, letteralmente assetato di rivincita. L’ultimo cambio con l’ingresso di Holm nemmeno si nota.
Un plauso a Locatelli, che non si fa condizionare neanche da un giallo preso subito, e meticolosamente orchestra la manovra sia in difesa che in attacco, dispensando verticalizzazioni essenziali. Voto? Un meritato 7.
Poi c’è Thuram, la figura dell’incertezza più totale. Scelte discutibili, pazienza alle corde per il mister Spalletti che sembra rinfacciargli di più che agli altri. Ma almeno “sta bene”, ci rassicura qualcuno. E comunque va premiato con un 7, perché si sa, il minimo sindacale si paga a peso d’oro.
Conceição conduce il contropiede che provoca l’assist decisivo per McKennie, una costante spina nel fianco della difesa genoana. Anche il suo cambio per Miretti è un dettaglio insignificante. Voto? 6,5.
McKennie, l’uomo dei due volti: apre e chiude l’azione del 2-0, ma poi si divorava un gol clamoroso praticamente sulla linea di porta. Ammonito e quindi appiedato per la prossima partita contro l’Atalanta. Difficile fare il fenomeno con una così perfetta tempistica, comunque 6,5.
Yildiz è l’incarnazione della semplicità: gioca per e con i compagni, evitando inutili forzature e rispettando il copione. La sua qualità tecnica è sempre un faro di scuola superiore. Il suo ingresso è stato sostituito da Boga all’inizio della ripresa, ma tutto sommato comunque un rispettabile 6.
Infine, David parte titolare per volontà di Spalletti, ma sembra più spaesato del solito in una Juventus decisamente in forma. C’è però un lampo: nel secondo tempo colpisce un palo interno con il portiere completamente battuto, probabilmente la magia della serata. Entra poi Milik al 22’ della ripresa, regalandoci un paio di giocate da applausi, roba che nessuno sospetterebbe fosse un rientro dopo due anni di stop. Voto per entrambi? 6.



