De Rossi rovina tutto e la Roma lascia Marassi col cerino in mano, mentre la Juve si rimette in pista per la Champions

De Rossi rovina tutto e la Roma lascia Marassi col cerino in mano, mentre la Juve si rimette in pista per la Champions

Che impresa per il Genoa, finalmente capace di battere una big in questa stagione e di consolidarsi nella lotta disperata per non affondare definitivamente. La vittima di turno è stata la Roma, sconfitta tutta nel secondo tempo con un copione da manuale: rigore di Messias, pareggio di Ndicka e il gol decisivo di Vitinha, appena entrato, perché a ben guardare a volte un piccolo cambio fa miracoli.

Da rimarcare che la sconfitta del Genoa non è stata vana per la corsa al quarto posto, visto che ora i giallorossi sono raggiunti dal Como, pronti a vedersela in trasferta nel prossimo turno. E attenzione, perché a un solo punto dall’orbita di questo gruppetto incasinato si avvicina pure la Juve, con tutto il suo carico di drammi e speranze disperse.

Chi ha voluto provare a sorprendere è stato il mister della Roma, De Rossi, che ha avuto la brillante idea di cambiare entrambi gli attaccanti: dentro Ekhator ed Ekuban, con Malinovskyi relegato a panchina e Messias titolare. Non contento, ha piazzato Sabelli a sinistra e Ellertsson a destra sugli esterni, probabilmente sperando di scoprire un nuovo assetto tattico con una bacchetta magica.

Il Gasperini, dal canto suo, ha fatto esordire dal primo minuto Venturino, un genovese indesiderato a gennaio che è tornato proprio come un bumerang, schierato con Pellegrini alle spalle del solito Malen. Ma sicuramente il primo tempo era stato talmente emozionante quanto una partita di scacchi fra due bot robotici: poche emozioni e tanto agonismo esasperato, con Colombo costretto a bloccare più volte il gioco per falli sotto il coro di proteste fittizie da entrambe le squadre.

Tra i “fortunati” a dover saltare le prossime partite ci sono Ndicka per la Roma (che salterà il match con il Como) e Masini per il Genoa (out contro il Verona), entrambe ovviamente fermate per diffida, perché nulla dice “calcio spettacolo” come i cartellini gialli per una partita moribonda.

Qualche flebile sussulto di malcontento arriva al 20’, quando Malen tenta l’azzardo in solitaria provando a sfondare in mezzo all’area, ma la sua conclusione fa solo guadagnare un angolo. Poco dopo, Messias ci prova, ma Svilar blocca con quel sorriso distaccato da portiere-dorme-alla-parata.

Al 40’ l’arte del gol quasi sfiora il Genoa: Malen cerca di sorprendere tutti con una rovesciata in area, ma colpisce Ostigard involontariamente e prende il giallo. Poco prima dell’intervallo, Ekuban spreca un assist perfetto di Messias, spedendo la palla diverse spanne sopra la traversa. Che talento.

Secondo tempo decisamente più movimentato, e con un solo cambio che cambia tutto: dentro Cristante per Venturino nella Roma, con un picco di ritmo improvviso e, proprio così, gol ed occasioni che spuntano fuori come funghi dopo la pioggia.

Primo squillo lo regala Pellegrini, che si fa travolgere in area dopo uno scivolone da Ellertsson al 5′. Risultato? Rigore netto che Messias trasforma senza far nemmeno la parodia del dubbio, portando così il Genoa avanti. Applausi!

Ma la gioia è durata poco, perché al decimo la Roma ha pareggiato grazie a un’azione su calcio d’angolo: testa di Mancini, respinta sulla linea di Messias e pallone che arriva puntuale a Ndicka, il quale di testa piazza un missile impossibile da parare. Improvvisamente, pare che ai giallorossi torni l’entusiasmo.

Pochi minuti dopo, Malen fa gol, ma in offside: la cosa che più assomiglia a una beffa nel calcio, ovvero un gol… che non vale.

La squadra di Gasperini sembra crederci più della Roma, con Cristante che orchestra e mantiene un gioco pulito, ma il Genoa non si lascia intimidire e replica colpo su colpo, quasi fosse un duello tra novellini e veterani.

Nel frattempo, Gasperini manda in campo anche El Aynaoui e Ghilardini, mentre De Rossi risponde con Colombo e Malinovskyi. Non a caso, proprio Colombo tenta una rovesciata da stropicciarsi gli occhi, mentre i giallorossi spingono senza però riuscire a sfruttare bene alcuni angoli, che restano tristemente angoli e nulla più.

De Rossi tenta il tutto per tutto inserendo anche Vitinha, e proprio grazie a lui, al 35’, il Genoa torna in vantaggio: filtrante da Malinovskyi per Masini, il quale va sul fondo e crossa da sinistra, Vitinha arriva come un falco e appoggia in rete contro una difesa della Roma assolutamente in sciopero biologico.

Tornati così sotto, i giallorossi si lanciano disperati all’assalto negli ultimi minuti, rischiando però di subire l’onta di un gol quando Svilar salva su Malinovskyi in pieno recupero. Ma alla fine, tra applausi e sospiri, la festa è tutta rossoblù.

Per la Roma l’appuntamento è davvero fondamentale: la sfida contro il Como sarà l’ennesimo scontro diretto per non perdere il treno europeo e la faccia… quella, forse, la perdono già prima.

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