Guardate un po’, proprio nel bel mezzo della settimana, il gigante francese del software Dassault Systèmes decide di regalarci uno spettacolo memorabile. Le azioni si sbriciolano fino al 21%, segnando una delle peggiori giornate di sempre per la società parigina. Alle 9:10 di mattina a Londra, il tracollo era ormai consolidato con un 20% in meno, tanto da costringere la borsa a una sospensione temporanea delle contrattazioni. Un tempismo perfetto, davvero.
Le cause? Beh, bastava leggere il rapporto degli utili del quarto trimestre appena uscito: i ricavi del software sono calati del 5% negli ultimi tre mesi del 2023. Nel conteggio annuale, nessun miracolo: i ricavi totali sono rimasti praticamente fermi a 6,24 miliardi di euro (circa 7,43 miliardi di dollari), sotto le aspettative degli analisti che si aspettavano un più ottimistico 6,3 miliardi. Anche i ricavi da software hanno stentato, fermandosi a 5,64 miliardi di euro, sfiorando a malapena l’idea di crescere.
L’importante però è mantenere alta la retorica e vendere sogni futuristici, perché, attenzione, Pascal Daloz, CEO dell’azienda, ha dichiarato con il solito aplomb rivoluzionario:
“Dassault Systèmes guiderà la trasformazione dell’IA industriale grazie alla sua offerta 3D UNIV+RSES.”
E ancora, con notable serietà:
“Non si tratta di un obiettivo a breve termine, ma di un impegno duraturo per ridefinire il modo in cui le industrie innovano, operano e competono.”
E per i prossimi due anni? Una semplice questione di “disciplina”:
“Nel 2025 e 2026 ci concentreremo su un’esecuzione rigorosa, allineando le risorse alle nostre priorità strategiche per un impatto misurabile e definitorio per il settore.”
L’Apocalisse SaaS: la vendetta degli oracoli dell’Intelligenza Artificiale
Nel frattempo, il mercato sembra aver annoverato Dassault Systèmes tra le vittime sacrificali del cosiddetto “SaaS apocalypse” – roba che sembra un titolo di film catastrofico e invece è solo la nuova moda per fregare gli investitori. Le nuove meraviglie dell’IA, come quelle lanciate dalla misteriosa Anthropic, hanno infatti ucciso l’umore degli investitori verso società di software come questa, o fornitori di dati vari. Nel corso della settimana, Dassault ha perso più del 4% di valore proprio a causa di queste “paure AI”.
Chi ci mette il carico da undici sull’accaduto è Aoifinn Devitt, senior investment advisor presso Moneta, il quale ci illumina sulla natura della tragedia:
“La brusca caduta di Dassault Systèmes di mercoledì è solo l’ultimo esempio della cosiddetta ‘apocalisse SaaS’. In questo momento c’è una vera preoccupazione attorno a quei vincitori che hanno fatto da locomotiva lo scorso anno.”
Un po’ come quei vincitori di sempre che appena l’aria cambia cadono rovinosamente. Geniale, no? E così ci ritroviamo con una società che promette la rivoluzione tecnologica del secolo, e invece si trastulla nel pantano dell’immobilismo e della delusione.



