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Dalle confezioni di Mars ai magnati svedesi: la svendita all’asta delle cliniche veterinarie di Milano che nessuno voleva vedere - Spreconi

Dalle confezioni di Mars ai magnati svedesi: la svendita all’asta delle cliniche veterinarie di Milano che nessuno voleva vedere

Dalle confezioni di Mars ai magnati svedesi: la svendita all’asta delle cliniche veterinarie di Milano che nessuno voleva vedere

“Ma lei non lo sapeva che avere un cane è una cosa da ricchi?”. Questa brillante osservazione è stata fatta a Marco qualche anno fa, durante una delle sue copiose visite veterinarie, ormai quasi un’abitudine cittadina. Ovviamente, non poteva che essere la verità assoluta: non si tratta soltanto del prezzaccio del cibo premium per Fido, ma anche del conto astronomico per le cure veterinarie che segue immancabilmente ogni singolo problema del nostro amico a quattro zampe.

Chi avrebbe mai detto che la semplice scelta di portare a casa un cane si trasformasse in un investimento degno di una Porsche? Tra cibo, medicine, visite, vaccini e qualche “premio” non richiesto alla clinica, il portafoglio si restringe più rapidamente di una maglietta lavata a 90 gradi.

E non illudiamoci, non parliamo di un pasto qualunque: quello per cani spesso sembra creato da uno chef stellato, il cui menù fa passare in secondo piano il nostro pranzo quotidiano. Ed è senza parlare delle passeggiate obbligatorie, perché un cane sedentarismo-no grazie.

La beffa delle spese veterinarie

Ma veniamo al pezzo forte: le spese veterinarie. Oramai sono diventate come un abbonamento mensile a una palestra che non frequentiamo, ma senza effetti positivi sulla salute. Basta un raffreddore invernale e il conto vola alle stelle, col risultato che a fine anno si potrebbe mettere su una piccola impresa.

Ma attenti: non basta la salute, ci vuole anche l’estetica. Tagliare le unghie, la pulizia delle orecchie, gli shampoo costosi. Insomma, una vera e propria spa per cani, perché anche loro meritano lo status di “fashion victim”. E ovviamente niente sconti, perché quando si tratta di mantenere il nostro animale “in forma” il portafoglio è il primo a soffrire.

Il lusso di avere un amico a quattro zampe

Quindi sì, avere un cane può essere considerato un lusso riservato ai più facoltosi. Perché ci sono persone che spendono sfacciatamente per vestiti, tecnologia all’ultimo grido e uscite serali, mentre qui parliamo di dover scegliere tra pagare una visita veterinaria o comprare la spesa per la settimana.

Ma tanto l’amore per il proprio animale è senza prezzo, vero? Interessante come questo “prezzo” si traduca puntualmente in bollette indigeste da pagare e conti correnti decurtati. Un amore quasi capitalistico, insomma, dove il sentimento viene però misurato in euro e centesimi.

In conclusione, se pensavate che portare a casa un cane fosse solo una questione di affetto e coccole, ripensateci. È anche una questione di portafoglio. E se finora avevate sottovalutato gli aspetti economici, congratulazioni: siete stati appena avvisati che il vostro animale è uno status symbol mascherato da “migliore amico”.

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